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Francavilla di Sicilia: una folla oceanica per l’ultimo saluto ai fratelli Siracusa

Francavilla di Sicilia: una folla oceanica per l’ultimo saluto ai fratelli Siracusa

Celebrati ieri i funerali dei due giovani del Comune dell’Alcantara che, nella notte tra sabato e domenica scorsi, hanno trovato la morte a causa di un incidente automobilistico lungo la S.S. 185 in contrada San Cataldo

Una folla oceanica e silente, impietrita dal dolore, ha preso parte ieri pomeriggio a Francavilla di Sicilia ai funerali dei fratelli Luciano e Francesco Siracusa, deceduti intorno alle ore 3.30 della notte tra sabato e domenica scorsi nel tratto della Strada Statale 185 che attraversa la frazione San Cataldo, ricadente nel territorio del Comune di Motta Camastra.

La loro Alfa Romeo 147 si è scontrata frontalmente con una Peugeot 307, alla cui guida vi era un cittadino di Roccella Valdemone.

I due fratelli, reduci da un banchetto nuziale, si stavano recando in un locale del vicino Comune etneo di Calatabiano per prendere parte agli ultimi minuti di una festa di compleanno di un loro amico.

Le salme delle due giovani vittime della strada, rispettivamente di ventotto e diciassette anni di età, sono state esposte nella camera ardente allestita nella sala consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Francavilla di Sicilia che, a partire da avantieri sera, è stata meta di tantissimi visitatori.

Ai due genitori, Gino Siracusa e Caterina Chisari, resta il figlio trentenne Salvatore.

Alle solenni esequie di ieri pomeriggio sono intervenute migliaia di persone, provenienti anche da diversi Comuni del comprensorio (Giardini Naxos, Motta Camastra, Fiumefreddo di Sicilia, ecc.) dove i fratelli Siracusa erano molto conosciuti e stimati.

La Santa Messa funebre è stata officiata dall’arciprete Don Gerry Currò, il quale nella sua omelia ha dichiarato che «esattamente dopo un anno si rinnova nella comunità francavillese il dolore per la prematura dipartita di alcuni suoi giovani concittadini. Nell’agosto 2017, infatti, sono andati via Francesco Mamazza e Leo Micali, mentre adesso ci lasciano i fratelli Luciano e Francesco Siracusa. La mattina in cui questi ultimi sono tragicamente deceduti aspettavamo l’esplodere delle bombe in onore del nostro protettore Sant’Euplio, mentre invece è esplosa una “bomba” senz’altro più spiacevole, ossia la notizia della loro morte. Oggi questa grande chiesa dell’Annunziata è piccola per contenere tutta la gente che vuole giustamente rendere omaggio a questi due giovani concittadini. Per questa immane tragedia ai genitori, Gino e Caterina, ed al fratello maggiore, Salvatore, non è possibile rivolgere parole di consolazione “umane”, ma solo la Parola di Dio, che è l’unica a poter indicare una via di salvezza e di conforto al cospetto di questo tipo di eventi».

L’arciprete Currò ha anche citato l’intenso e significativo post che, al verificarsi del triste evento, ha pubblicato su “Facebook” Salvatore Vittorio Zullo, amico dei fratelli Siracusa.

«Oggi – ha scritto tra l’altro Zullo sul social network – nel nostro paese c’era il sole, ma faceva un “freddo cane”, quel freddo che senti dentro e che nessuna coperta o fonte di calore potranno mai contrastare: è il freddo dell’anima! Quella notte eravamo ad una festa di compleanno, quando ad un tratto i nostri cellulari hanno iniziato ad “impazzire” ed è cominciato l’incubo. Non ha riso più nessuno e la musica si è spenta. All’alba ci siamo guardati tutti negli occhi senza sapere né cosa dire né cosa fare: avevamo solo paura, anzi eravamo la paura fatta persona. Ancora una volta la vita ci ha dato l’ennesimo “schiaffo” per ricordarci che noi giovani non siamo “immortali”, forse colpevoli di tutte le volte che non diamo retta a quello scontato “state attenti” che ci si dice quando chiudiamo la porta di casa».

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: le bare dei fratelli Siracusa all’uscita della camera ardente nella sala consiliare del Comune di Francavilla di Sicilia      

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