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Giarre sprofonda nel baratro. Il dissesto diventa realtà: la città inizia il suo triste percorso

Giarre sprofonda nel baratro. Il dissesto diventa realtà: la città inizia il suo triste percorso

Alle 00.32 Giarre è ufficialmente in default. Il primo nella sua storia. Alla fine come più volte ripetuto dal sindaco ha vinto il partito del dissesto. Dei 15 consiglieri presenti (assente per malattia solo il presidente del Consiglio Francesco Longo) hanno votato a favore 12 consiglieri, mentre si sono astenuti i consiglieri dell’ex maggioranza, Armando Castorina, Rosy Finocchiaro e Patrizia Caltabiano.

A notte fonda il sindaco chiudendo i numerosi interventi non ha perso occasione per muovere alcune precise accuse. “Qualcuno ha deciso che il comune di Giarre doveva dissestare, assegnando tempi ristrettissimi, provocando ansia. Avremmo meritato di avere 20 giorni di tempo e invece il partito del dissesto ha accelerato i tempi, di quel partito hanno fatto parte varie figure tra chi ha inviato svariate note alla Regione, compresa quella di un non meglio identificato cittadino, di seminare zizzania, dovendo dimostrare chi era il più bravo. Risultato? Una autentica ingiustizia per la città. In queste settimane – ha detto il sindaco nell’accorato intervento finale – abbiamo tentato l’impossibile per scongiurare il dissesto.

Avevo il dovere di presentare ricorso, tuttavia, nel frattempo, ci sono state pressioni indebite verso questo comune. Eravamo ad un passo dal consuntivo 2016 e quindi allo sblocco dei fondi dello Stato per 15 milioni di euro. Con il dissesto – ha detto il sindaco – verranno meno alcuni servizi, tra cui quelli destinati agli anziani, al mondo della scuola (gli scuola bus saranno adesso a carico delle famiglie), saranno sospesi progetti e investimenti. Amministreremo in dodicesimi e saremo costretti a centellinare tutto. Tuttavia l’amministrazione ha il dovere di dare continuità”.

Già con un esecutivo e un Consiglio comunale che faranno solo la parte di figuranti, con i loro inutili carichi economici decisamente fuori luogo e che suonano come una autentica beffa. Perché in fondo a pagare, a giudicare da quel che è accaduto, sono solo i cittadini. Questa è l’unica vera e grande ingiustizia.

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