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A Giardini Naxos in viaggio nel tempo con la “Banca della Memoria” di Via Chianchitta

A Giardini Naxos in viaggio nel tempo con la “Banca della Memoria” di Via Chianchitta

E’ stata istituita in un immobile comunale su iniziativa dell’elettricista in pensione Nino Vadalà. Un ricchissimo archivio storico che consente di ripercorrere tutto il passato della prima colonia greca di Sicilia attraverso documenti, foto, antichi attrezzi da lavoro, pubblicazioni e tante altre testimonianze ancora, donate dagli abitanti del luogo

Tra i suoi benemeriti cittadini Giardini Naxos ha la fortuna di annoverare anche Nino Vadalà, elettricista in pensione noto e stimato in tutta Italia per la sua originalissima e sterminata collezione di oggetti ed attrezzature che testimoniano l’evoluzione dell’elettricità tra la fine dell’Ottocento e tutto il secolo scorso.

In Vadalà, comunque, non alberga solo la “fredda” cultura tecnico-scientifica in quanto, rimanendo sempre in tema di collezionismo, in questi ultimi anni l’ex elettricista si è fatto promotore di una lodevolissima iniziativa dal grande valore storico ed umanistico che ha fatto riappropriare la comunità naxiota di tutto il suo significativo passato e della sua più autentica identità. A lui si deve infatti l’istituzione della “Banca della Memoria”, ossia il ricchissimo archivio storico visitabile in Via Chianchitta, al civico 26 bis, nello spazioso piano terra di un immobile messo a disposizione dall’attuale Amministrazione Comunale giardinese.

Su incarico a titolo gratuito conferitogli dal sindaco Nello Lo Turco, Nino Vadalà è il curatore di questa mostra permanente e che è continuamente “in progress” in quanto si arricchisce di sempre nuovi cimeli donati alla “Banca della Memoria” dagli abitanti della prima colonia greca di Sicilia.

I decreti che, oltre un secolo e mezzo fa, hanno concesso a Giardini l’autonomia amministrativa

Tanto per fare qualche esempio, si va dal decreto del 23 febbraio 1846 con cui Re Ferdinando II concesse al Comune di Giardini l’autonomia amministrativa, ai vari attrezzi utilizzati dai valenti artigiani locali; dalla vecchia chitarra che il celebre cantastorie ripostese Orazio Strano donò ai suoi ammiratori giardinesi insieme ad un cartellone riproducente le scene di una sua “cantata”, ai registri degli atti comunali prodotti a partire dal 1901; dal mastodontico proiettore degli Anni Trenta impiegato in una sala cinematografica del paese, alle pubblicazioni su Giardini Naxos date alle stampe da vari intellettuali del luogo; dalle foto d’epoca riproducenti i quartieri del paese, a quelle scattate sui set dei film girati da registi di fama nazionale ed internazionale nella prima colonia greca di Sicilia, ecc. Ovviamente, un angolo dell’esposizione Nino Vadalà l’ha riservato ad una parte della sua collezione di apparecchiature elettriche.

La chitarra ed il cartellone del cantastorie Orazio Strano

«Siamo in presenza di un archivio storico vivo e dinamico – sottolinea Vadalà facendoci da guida negli ambienti della “Banca della Memoria” – perché ognuno degli oggetti qui esposti racconta la storia di uomini, di famiglie e, più in generale, di un’intera comunità.

«In questo salone viene, in particolare, conservata la memoria di quelli che in passato sono stati i tre assi portanti dell’economia di Giardini Naxos, ossia la trasformazione degli agrumi (di cui si occupavano storiche realtà come la Fabbrica Giordano ed i fratelli Foti), le fornaci per la terracotta (dei fratelli Cannizzaro e di Totò Azzolina) e l’artigianato dei carretti (con i fratelli La Fauci, i fratelli Vinciguerra e Ciccio Patanè), che con l’avvento dell’automobile venne sostituito dalla lavorazione del ferro battuto.

«Questo grande spazio di Via Chianchitta costituisce dunque un punto di riferimento storico-culturale per la nostra cittadina, e non solo. Ed, al di là dell’aspetto espositivo, l’abbiamo congegnato in maniera tale da poter assolvere anche alla funzione di sala multimediale in grado di ospitare conferenze e videoproiezioni.

La “banchitta” del calzolaio “Don Cicciu ‘U Scapparu”, da cui discende il grande chitarrista di fama internazionale Francesco Buzzurro

«Sono tantissime le persone che desidero ringraziare per avermi aiutato a coronare un “sogno” che accarezzavo da anni, destinato comunque a perpetuarsi giorno dopo giorno in quanto archivi di questo tipo possono essere ulteriormente arricchiti nel tempo accogliendo sempre nuove testimonianze.

«Ringrazio innanzi tutto il sindaco Nello Lo Turco, gli assessori, i consiglieri e gli impiegati comunali per la loro disponibilità. E poi il professor Elviro Langella, per le ricerche su Giardini Naxos da lui personalmente condotte presso l’Archivio Storico di Napoli, e la dottoressa Paola Maria D’Arrigo, la quale ha sapientemente curato il restauro degli antichi registri cartacei del nostro Comune. Tanti, inoltre, gli storici e scrittori locali, alcuni dei quali purtroppo scomparsi, che ci hanno messo a disposizione i loro pregevolissimi volumi, come Francesco Bottari, Salvatore Buzzurro, Rosario Calabrese, Pippo Di Bernardo, Luigi Frudà, Maria Intelisano, Padre Agostino Lo Cascio, Michele Rizzo, Pietro Rizzo, Francesco Salimbene, Rosario Talìo e Matteo Vinciguerra. Ed un grande ringraziamento collettivo va, ovviamente, a tutti quei cittadini che hanno generosamente donato alla “Banca della Memoria” le testimonianze del passato di Giardini Naxos ereditate dai loro avi.

«Mi piace, infine, citare la sottodenominazione che abbiamo dato alla nostra “Banca della Memoria” e che si può leggere all’ingresso di questa sala: “Testimonianze – Il passato è solo prima del presente”».

Per visitare la “Banca della Memoria” di Giardini Naxos occorre preventivamente contattare il suo curatore, Nino Vadalà, telefonando al numero 3288613184.

Rodolfo Amodeo

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