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Emergenza rifiuti: il sindaco di Malvagna “sfida” l’Ato Messina 4

Emergenza rifiuti: il sindaco di Malvagna “sfida” l’Ato Messina 4

Il gestore della discarica di Catania nega da alcuni giorni l’ingresso agli autocompattatori provenienti dal comprensorio taorminese perché i Comuni serviti gli devono complessivamente, dal settembre 2016 ad oggi, oltre tre milioni e mezzo di euro. Ma Giuseppe Cunsolo, primo cittadino del centro dell’Alcantara, invita a fare bene i conti

Da diversi giorni è piena emergenza rifiuti nei Comuni jonici messinesi ricadenti nel comprensorio taorminese e nella Valle dell’Alcantara.

Il gestore della discarica di Catania sta infatti negando l’ingresso agli autocompattatori dell’Ato “Messina 4” in quanto attende ancora il pagamento di oltre tre milioni e mezzo di euro per il servizio espletato dal settembre 2016 ad oggi.

I cassonetti di numerosi Comuni (tra cui Giardini Naxos, Letojanni e Francavilla di Sicilia) traboccano dunque di immondizia, che in questi primi giorni di calura estiva potrebbe provocare problemi di natura igienico-sanitaria.

Ad impedire all’Ato Me4 di corrispondere quanto dovuto alla discarica catanese sarebbero i Comuni, che a loro volta non avrebbero versato alla società le rispettive quote a fronte del servizio. Da qui la diffida che qualche giorno fa il commissario dell’Ato ha inviato ai sindaci affinché regolarizzino la posizione debitoria delle loro municipalità.

Ma sulla questione ha voluto vederci chiaro il primo cittadino di Malvagna Giuseppe Cunsolo (nel riquadro in foto), per il quale sarebbe opportuno che chi di competenza facesse prima bene i conti.

«In pratica – spiega Cunsolo – ho chiesto per iscritto al mio funzionario responsabile dell’area economico-finanziaria quale fosse l’esatta situazione contabile del Comune di Malvagna nei confronti dell’Ato Me4. Ebbene: mi è stato risposto, con una nota ufficiale, che non sono state ancora liquidate due fatture, riferite rispettivamente al dicembre 2017 ed al gennaio 2018, per un importo complessivo pari a poco più di diciottomila euro.

«In realtà, però, il nostro attuale debito con l’Ato è inferiore in quanto, sempre nella sua risposta alla mia richiesta, lo stesso funzionario responsabile mi ha fatto notare che il nostro ente ha speso oltre tredicimila e cinquecento euro per il progetto “Working and Clean” dell’anno 2017. Come molti sapranno, si tratta di quelle “borse lavoro” per dare una sia pur momentanea occupazione a persone disoccupate impiegandole in interventi di pulizia dei nostri paesi. All’Ato Me4 abbiamo inviato la documentazione attestante le spese sostenute al riguardo dal nostro Comune (mandati di pagamento, oneri assicurativi, ecc.), ma non abbiamo ancora ricevuto la relativa nota di credito, da cui si dovrà evincere che la nostra municipalità deve all’Ato circa quattromila e cinquecento euro, ossia l’importo che si ottiene sottraendo dal debito complessivo (€ 18.025,44) il costo che abbiamo affrontato per il progetto “Working and Clean” (€ 13.521,70).

«Ho preso spunto dalla situazione del mio Comune – conclude il sindaco Cunsolo – per far capire come quanto accade a Malvagna accade probabilmente anche in tanti altri Comuni che hanno rapporti con l’Ato Me4 e che non meritano di essere colpevolizzati e “dissanguati” rivendicando da essi crediti non dovuti».

Rodolfo Amodeo

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