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Ferrovia Taormina-Randazzo: la palla passa alla Regione Siciliana

Ferrovia Taormina-Randazzo: la palla passa alla Regione Siciliana

L’Ente Parco dell’Alcantara, dietro l’input dell’associazione che si batte per la riattivazione della tratta, si è fatto promotore di un documento, sottoscritto anche da dodici sindaci, in cui si chiede al governatore Nello Musumeci ed ai suoi assessori alle Infrastrutture ed al Turismo di attivarsi per ottemperare a quanto richiesto dalla recente legge nazionale che consente di utilizzare a fini turistici le linee ferrate in disuso

Quella di avantieri, venerdì 25 maggio 2018, potrebbe essere stata una seduta “storica” del Consiglio dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara. Da essa è infatti scaturito un importante documento indirizzato al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, agli assessori regionali alle Infrastrutture ed al Turismo, Marco Falcone e Sandro Pappalardo, e, per conoscenza, ai vertici della Fondazione “Ferrovie dello Stato Italiane” e della “Ferrovie dello Stato Spa”.

In pratica, facendo seguito alla richiesta avanzata nelle settimane scorse dall’associazione “Ferrovia Valle Alcantara”, guidata dal presidente Marco Crimi, l’area protetta si è fatta ufficialmente interprete, presso le istituzioni competenti, dell’esigenza di dare piena attuazione alla recente Legge 128/2017 che istituisce le ferrovie turistiche mediante il reimpiego delle linee ferroviarie in disuso, come per l’appunto la tratta Taormina-Randazzo, soppressa nel 1995 ed adesso rientrata nell’elenco nazionale di quelle che possono beneficiare di tale opportunità in quanto ricadente in un contesto territoriale di particolare pregio.

La stesura del documento inviato dall’Ente Parco Fluviale alle autorità regionali è stata preceduta avantieri da un ampio dibattito nella sede dell’area protetta, a Francavilla di Sicilia in Via dei Mulini, dove per l’occasione erano presenti tutti i sindaci dei Comuni interessati (Randazzo, Mojo Alcantara, Castiglione di Sicilia, Francavilla, Motta Camastra, Graniti, Gaggi, Giardini Naxos, Taormina, Malvagna, Roccella Valdemone e Calatabiano), le cui firme compaiono in calce alla missiva elaborata al termine della seduta insieme a quelle di Davide Tricomi, vicepresidente dell’associazione “Ferrovia Valle Alcantara” ed, ovviamente, della prima firmataria Ornella Infantellina, attuale commissario del Parco Alcantara.

Quest’ultima ha salutato molto positivamente l’iniziativa «in grado – ha dichiarato la funzionaria – di produrre effetti positivi sia per quanto concerne l’incremento turistico e sia per il conseguente e più complessivo sviluppo socioeconomico di tutto un vasto territorio».

Dal canto loro, il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, ed il vicepresidente dell’associazione “Ferrovia Valle Alcantara”, Tricomi, hanno relazionato sulla prima citata Legge 128/2017, mentre Nello Lo Turco, primo cittadino di Giardini Naxos, ha posto l’accento sull’utilità e sull’urgenza di inserirsi nel dibattito in corso sullo spostamento della stazione ferroviaria della prima colonia greca di Sicilia e la realizzazione, da parte dell’Ente Ferrovie, del cosiddetto “doppio binario”. «E’ proprio questo il momento giusto – ha sottolineato Lo Turco – per invocare il collegamento della tratta Alcantara-Randazzo al circuito ferroviario nazionale, altrimenti la stessa rischia di rimanere una ferrovia “morta”».

Ma cosa è stato esattamente chiesto alle autorità regionali attraverso il documento redatto e sottoscritto avantieri nella sede dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara? In pratica, sulla base di quanto disposto dalla legge 128/2017, una ferrovia può essere dichiarata “turistica” dopo un’apposita attestazione da parte della Regione in cui essa ricade. E sempre la Regione, dopo aver impegnato una quota minima di risorse proprie, deve attivarsi per individuare e reperire i finanziamenti (ministeriali e/o dell’Unione Europea) necessari a rendere nuovamente agibile e percorribile la tratta ferroviaria. Una volta ripristinata la funzionalità della tratta, la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane potrà iniziare la sua gestione a fini turistici. Nel documento elaborato avantieri, pertanto, si chiede al Governo regionale siciliano di attivarsi in tal senso, pena la perdita di una irripetibile occasione.

Gli estensori della richiesta avanzata al governatore Musumeci ed agli assessori regionali Falcone e Pappalardo hanno tra l’altro scritto che “un treno turistico ad ogni corsa potrebbe trasportare dai duecento ai quattrocento passeggeri, obiettivo facilmente raggiungibile nel caso di specie visto anche il grosso bacino turistico di Taormina cui attingere, ivi inclusi i croceristi che tra maggio ed ottobre approdano quotidianamente nel porto di Giardini Naxos. La nostra tratta ferroviaria consentirebbe così di raggiungere luoghi estremamente attrattivi quali le Gole dell’Alcantara, il caratteristico centro abitato arroccato di Motta Camastra, il Castello, le Gurne ed il Convento dei Frati Cappuccini a Francavilla di Sicilia, la Cuba di Castiglione di Sicilia, il Vulcanetto di Mojo Alcantara, la città medievale di Randazzo nonché le innumerevoli aziende di prodotti enogastronomici, le cantine vitivinicole etnee e le varie sagre, manifestazioni e feste patronali che si tengono spesso nei nostri Comuni”.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: da sinistra Davide Tricomi, vicepresidente dell’associazione “F.V.A.”, e Michele Mangione, sindaco di Randazzo, durante la riunione di avantieri al Parco dell’Alcantara, e nei riquadri il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e sotto gli assessori regionali (da sinistra) Marco Falcone (Infrastrutture) e Sandro Pappalardo (Turismo)

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