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Operazione Fiori di Pesco: provvedimento di scarcerazione per Oliveri e Scuderi

Operazione Fiori di Pesco: provvedimento di scarcerazione per Oliveri e Scuderi

Provvedimento di scarcerazione per il giarrese Carmelo Pietro Oliveri e per Salvatore Scuderi, di Moio Alcantara, arrestati dai carabinieri della compagnia di Taormina nell’operazione Fiori di Pesco, scattata nel 2017 per fatti risalenti al 2013 (Oliveri si trova recluso nel carcere di Bicocca mentre Scuderi è rinchiuso nel carcere di Gazzi).

Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, gli affari della presunta articolazione del clan Brunetto nei comuni della Valle dell’Alcantara.

Oliveri

Ieri si è svolta l’udienza innanzi al tribunale della Libertà di Messina che, a seguito dell’annullamento da parte della Cassazione era stato nuovamente interpellato poiché i giudici della Suprema Corte, rinviando gli atti al tribunale del riesame di Messina, hanno disposto un nuovo giudizio sulla scorta del ricorso presentato dalla difesa.

L’avvocato Salvo Sorbello che assiste Oliveri ha chiarito che la suprema corte di Cassazione “ha accolto in pieno tutti i punti del ricorso, non solo in merito all’attualità delle esigenze cautelari ma anche in merito ai gravi indizi di colpevolezza (rispondevano dell’accusa di associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione).

I giudici della Cassazione – afferma l’avvocato Sorbello – hanno quindi dato un pronuncia importante che servirà anche per il processo di merito. Certo Oliveri con questo provvedimento di scarcerazione di fatto non riacquista la libertà ma la decisione di annullamento e’ fondamentale e nella direzione auspicata dalla difesa”.

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