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La lenta agonia del trasporto pubblico locale in Sicilia: la “cura” della Fast-Confsal

La lenta agonia del trasporto pubblico locale in Sicilia: la “cura” della Fast-Confsal

Il settore è in crisi, ma Giovanni Lo Schiavo, segretario regionale dell’organizzazione sindacale, suggerisce cosa fare per scongiurare il fallimento di importanti realtà quali l’A.S.T. regionale e l’A.M.T. di Catania, due società partecipate da tempo “vittime” della crisi di liquidità, di cattive gestioni e della miopia della classe politica

Giovanni Lo Schiavo, segretario regionale dell’organizzazione sindacale F.A.S.T. – Confsal (Federazione Autonoma dei Sindacati dei Trasporti), è intervenuto con un’esaustiva nota sulle problematiche del trasporto pubblico locale (TPL) nell’intento di “scuotere” il settore affinché non si trovi impreparato di fronte alle nuove sfide, ma anche di fronte alle nuove opportunità.

«La situazione del trasporto pubblico locale – scrive Lo Schiavo (nel riquadro in foto)è particolarmente deficitaria e costringe il cittadino all’uso dell’auto di proprietà. Ciò incide pesantemente sull’economia delle famiglie, che per spostarsi sono costrette a spendere circa il 13% del loro reddito complessivo. Ed intanto i governi regionali continuano ad applicare tagli al TPL, senza distinguere tra le varie aziende».

Dopo questo preambolo, il segretario regionale della Fast-Confsal passa a prendere in esame i problemi che stanno affliggendo l’Azienda Siciliana Trasporti (A.S.T.), ossia la partecipata avente come socio unico la Regione Siciliana.

«L’Ast – sottolinea il sindacalista – attraversa da tempo una grave crisi di liquidità, dovuta ai ritardi che si registrano nel trasferimento delle risorse finanziarie sia da parte della Regione Siciliana e sia da parte di numerosi Comuni dove l’azienda espleta i servizi urbani o il trasporto degli studenti. Da notare che, rispetto alle autolinee private, l’Ast si trova in una situazione di svantaggio in quanto offre un servizio altamente sociale, come nel caso del rimborso delle carte di libera circolazione per gli anziani o dei servizi in tratte non remunerative, che nessun privato è disposto ad accollarsi. Adesso c’è una nuova minaccia all’orizzonte. La Regione eroga infatti all’Ast un finanziamento tra i 23 ed i 25 milioni di euro l’anno, che l’Unione Europea potrebbe configurare come “aiuto di Stato”, con il conseguente avvio di una procedura di infrazione che porterebbe alla cessazione di questa contribuzione ed alla restituzione da parte della Regione Siciliana di quanto sino ad oggi erogato (almeno 200 milioni di euro). Potete ben capire che per l’Ast sarebbe l’anticamera del fallimento. Tuttavia occorre evitare che questa partecipata venga messa in ginocchio e costretta a fallire o ad essere assorbita da un gruppo di privati i quali, in nome di una pseudo ristrutturazione aziendale, metterebbero sulla strada oltre 250 degli attuali mille dipendenti».

Un’altra “nota dolente” passata in rassegna da Giovanni Lo Schiavo riguarda la città di Catania e la sua Azienda Municipalizzata Trasporti (A.M.T.).

«Qui – afferma al riguardo il segretario regionale della Fast-Confsal – entra in ballo la miopia politica locale perpetuatasi nel tempo e che ha determinato l’affossamento e la lunga agonia dell’Amt. Il tutto a discapito dei cittadini, costretti quotidianamente a lunghe ed estenuanti attese alle fermate, ma anche del personale, con i conducenti costretti a subire violenze da parte degli utenti esasperati. Diverse le soluzioni individuate dalla nostra organizzazione sindacale per far uscire dalle difficoltà questa partecipata, avente come socio unico il Comune di Catania. Intanto dotarsi di un management aziendale di assoluta qualità ed all’altezza della situazione, ma anche il poter contare su un’Amministrazione Comunale che sappia tracciare, con chiarezza e trasparenza, le opportune linee guida da far seguire ai vertici aziendali. Occorre poi non fare affidamento solo sui sia pur indispensabili finanziamenti pubblici, ma puntare anche al mercato attraverso tutta una serie di “strategie” quali l’efficientamento dei servizi, il contrasto all’evasione tariffaria, l’aumento della produttività, il contenimento dei costi di manutenzione, gli investimenti sui mezzi, la definizione dei “costi standard” e l’integrazione modale con la Metropolitana catanese (che l’anno scorso ha trasportato quasi 4 milioni di persone) attraverso un urgente confronto, fin qui mancato, con la Circumetnea, anche al fine di favorire la riduzione del traffico veicolare e dell’inquinamento».

Giovanni Lo Schiavo indica infine una ghiotta opportunità che tutte le partecipate dei trasporti, sia regionali che municipalizzate, dovrebbero cogliere al volo: è il nuovo “Piano Strategico per la Mobilità”, varato dal Governo nazionale, che a detta del sindacalista «non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese. In pratica, per il triennio 2017-2019 sono state stanziate delle risorse, messe a disposizione delle Regioni, in favore del trasporto pubblico locale. Esse possono essere utilizzate per sostituire i vecchi autobus con quelli nuovi meno inquinanti, accessibili alle persone con mobilità ridotta (ossia dotati di elevatori di carrozzelle ed altri dispositivi per i portatori di handicap) e muniti di impianti per la videosorveglianza (in grado di garantire la sicurezza dei passeggeri e dei conducenti) e per i collegamenti alla rete Internet.

«Su tutte queste tematiche – conclude Giovanni Lo Schiavo – La Fast-Confsal regionale, che mi onoro di rappresentare, è disponibile ad un confronto costruttivo con tutti i soggetti da cui dipendono le sorti del trasporto pubblico locale in Sicilia».

Rodolfo Amodeo

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