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Francavilla di Sicilia: Rocco Siffredi “sfrattato” da Nicolò Fabrizi

Francavilla di Sicilia: Rocco Siffredi “sfrattato” da Nicolò Fabrizi

Al celebre pornodivo italiano un buontempone della cittadina dell’Alcantara aveva provocatoriamente “intitolato” un paio di anni fa una via del centro storico rimasta per lungo tempo senza la targa toponomastica recante il nome del patriota risorgimentale, che adesso gli attuali amministratori comunali hanno provveduto a ripristinare

La toponomastica non è un “vezzo”, tanto per rendere onore a qualche illustre personaggio intitolandogli una via o una piazza, ma un qualcosa di indispensabile per poter individuare un determinato luogo e le abitazioni che in esso ricadono. A Francavilla di Sicilia lo sanno bene i residenti in Via Nicolò Fabrizi, che per lungo tempo sono stati “condannati” ad abitare in una strada senza nome in quanto nessuno si prendeva la briga di sostituire la targa toponomastica distaccatasi dal muro sette anni fa.

E nel 2015 c’è stato anche chi ha goliardicamente ironizzato sulla vicenda “scomodando” il più noto pornodivo italiano e colmando lo spazio vuoto della targa mancante con la scritta “Via Rocco Siffredi”.

Nei giorni scorsi il problema è stato finalmente risolto in quanto l’Amministrazione Comunale del centro dell’Alcantara, guidata dal sindaco Enzo Pulizzi, ha provveduto a far ritornare il nome del patriota risorgimentale all’ingresso della via in questione.

L’iniziativa è stata salutata molto favorevolmente dai francavillesi lì residenti, ed in particolare da Enzo Cardile (nella foto accanto).

«In una società che vuole definirsi civile – afferma l’abitante di Via Nicolò Fabrizi – credo sia un diritto risiedere in una casa ben individuabile attraverso un numero civico e, prima di tutto, dal nome di una via. Bisogna dunque ammettere, senza con questo voler “fare politica”, che di fronte a tale sacrosanto diritto l’attuale Amministrazione Comunale ha fatto il proprio dovere.

«Personalmente so benissimo cosa significa abitare in una strada “anonima”. Ambedue i miei compianti genitori, infatti, hanno trascorso gli ultimi anni di vita con gravi problemi di salute, ed ogni volta che si doveva chiamare l’autoambulanza del 118 o ricevere la visita domiciliare di qualche medico specialista non francavillese, a noi familiari toccava farci trovare lungo la via principale (Via Vittorio Emanuele nei pressi di Piazza San Paolo, ndr), magari di notte e sotto la pioggia, in quanto le persone che attendevamo non riuscivano ad individuare questa “fantomatica” Via Nicolò Fabrizi. Lo stesso problema si poneva con i portalettere supplenti, che non conoscendo il paese e non trovando la targa toponomastica, non ci recapitavano la posta a noi indirizzata.

«Tale incresciosa situazione si è protratta per circa sette anni, e francamente non ne capiamo il motivo in quanto questa ed altre targhe della toponomastica francavillese erano state acquistate ai tempi in cui era sindaco Salvatore Nuciforo, ma sino a qualche giorno fa sono rimaste a prendere polvere in una stanza di Palazzo Cagnone. Perché, dunque, queste targhe sono rimaste inutilizzate per così lungo tempo causando disagi a tanti cittadini?!

«Tengo a ribadire – conclude Cardile – che non faccio politica ma, obiettivamente, non posso esimermi dal riconoscere che bene ha fatto l’Amministrazione Comunale in carica a cominciare a “rispolverarle” (mi risulta comunque che ce ne sono ancora altre da collocare in altre vie) per restituirle alla collettività francavillese, che a suo tempo, peraltro, ebbe a pagarle profumatamente trattandosi di targhe artistiche».

La risoluzione del problema avrà soddisfatto anche il “mitico” Rocco Siffredi, il quale si sarà sicuramente toccato i suoi “poderosi attributi” al cospetto di una strada a lui “intitolata” pur essendo ancora in vita…

Rodolfo Amodeo

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