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Smartphone e tablet per la lotta alle microdiscariche sul Vulcano

Smartphone e tablet per la lotta alle microdiscariche sul Vulcano

L’associazione “Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna”, che rappresenta oltre novanta viticoltori, ha ideato una App che consente ad ogni cittadino di segnalare agevolmente ai Comuni gli angoli di territorio in cui vengono depositati abusivamente i rifiuti. Piedimonte Etneo è stata la prima municipalità ad aderire all’iniziativa, impegnandosi anche a promuovere eventi di sensibilizzazione alla problematica

Sarà una “App”, ossia un’applicazione software per gli ormai diffusissimi dispositivi di tipo mobile come smartphone e tablet, a “vigilare” sul decoro ambientale dei territori etnei.

L’iniziativa è stata promossa, nell’ambito del progetto “EtnAmbiente”, dall’associazione “Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna”, cui aderiscono oltre novanta aziende vitivinicole della provincia di Catania.

Grazie a questa App, in pratica, chiunque potrà facilmente ed immediatamente segnalare con una foto le microdiscariche abusive che ammorbano la natura circostante il vulcano. Ne deriveranno la relativa mappatura e l’auspicabile individuazione degli autori di tali reati ambientali.

La problematica in questione preoccupa non poco i numerosi viticoltori etnei in quanto ai tanti turisti che si recano in visita alle loro aziende tocca imbattersi in paesaggi totalmente degradati dalla presenza di rifiuti di ogni genere. Da qui l’interessamento al riguardo della prima citata associazione “Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna” che, con il coordinamento di Christian Liistro, è riuscita a coinvolgere nel progetto associazioni ambientaliste e non (Wwf, Legambiente, Aigae, Cai e Lions), aree protette (Parco dell’Etna e Parco Fluviale dell’Alcantara) ed il Comune di Piedimonte Etneo, con il quale è stato stipulato un apposito protocollo d’intesa, così come si cercherà di fare nell’immediato futuro anche con le municipalità del versante Ovest dell’Etna (in particolare Bronte, Adrano e Maletto), un’area dove il triste fenomeno delle microdiscariche abusive dilaga più che altrove.

Una volta ricevuta la segnalazione tramite l’App, i Comuni aderenti al progetto dovranno provvedere a loro spese a rimuovere le microdiscariche ricadenti nei rispettivi territori per poi chiamare in causa, per dolo o per colpa, i proprietari privati dei relativi terreni e farsi risarcire.

Ed a proposito di privati, in tale iniziativa rientra anche il progetto “Adotta una Telecamera”, che prevede agevolazioni per coloro che installano nelle loro proprietà impianti di videosorveglianza in grado di controllare pure le adiacenti aree pubbliche.

Ma l’associazione “Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna” non vuole che il tutto si riduca ad una semplice operazione di “polizia-pulizia”, per cui ha pure in cantiere una preliminare attività di sensibilizzazione culturale al problema, che il Comune di Piedimonte Etneo si è già impegnato a sostenere organizzando appositi incontri con i cittadini e nelle scuole.

Con il progetto “EtnAmbiente” siamo dunque in presenza di un “fare rete” tra associazioni, pubbliche istituzioni e privati cittadini chiamati ad operare sinergicamente, ognuno per i propri ruoli e competenze, nell’intento di mantenere incontaminati dei luoghi che l’Unesco ha inserito tra i “patrimoni dell’umanità”.

Rodolfo Amodeo

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