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Ferrovia Alcantara-Randazzo: un tavolo tecnico per la sua riattivazione a fini turistici

Ferrovia Alcantara-Randazzo: un tavolo tecnico per la sua riattivazione a fini turistici

Si è impegnato ad avviarlo l’Ente Parco Fluviale dietro “input” dell’associazione che da un paio di anni si batte per il ripristino della tratta, soppressa nel 1995 ed adesso inserita tra i “binari” italiani di pregio e, come tale, potenzialmente in grado di beneficiare delle opportunità previste dalla Legge 128/2017 dello scorso agosto

I dirigenti del Parco Fluviale dell’Alcantara incontreranno nei prossimi giorni i vertici della Fondazione “FS Italiane”, promotrice del progetto “Binari Senza Tempo”, per avviare l’istituzione di un tavolo tecnico volto a ripristinare la tratta ferroviaria Taormina-Randazzo, inaugurata nel 1959 e soppressa nel 1995 perché discutibilmente ritenuta “ramo secco”.

Fautrice dell’iniziativa è l’associazione “Ferrovia Valle Alcantara”, costituitasi un paio d’anni fa, i cui massimi rappresentanti, ossia il presidente Marco Crimi ed il vicepresidente Davide Tricomi, si sono incontrati nei giorni scorsi con i vertici dell’area protetta, ed in particolare con il commissario Ornella Infantellina ed il direttore Antonino Lo Dico.

Marco Crimi, presidente dell’associazione “Ferrovia Valle Alcantara”

«La Legge 128/2017 dello scorso agosto – spiegano Crimi e Tricomi – individua in tutta Italia diciotto linee ferroviarie da classificare e riattivare come “turistiche”, e tra esse figura anche la tratta “Alcantara-Randazzo”. E’ proprio questo, pertanto, il momento ideale per battersi su tale fronte. Ne va, “in lunghezza”, del benessere di ben trentasette chilometri di territorio, in quanto la ferrovia dell’Alcantara attraversa i Comuni di Gaggi, Graniti, Motta Camastra, Francavilla di Sicilia, Castiglione, Mojo e Randazzo. Oltre che con l’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara, in questi mesi la nostra associazione ha avviato proficui contatti con diversi soggetti nazionali, come la Fondazione “FS Italiane”, e con sodalizi ed amministrazioni comunali locali nell’intento di ripristinare, anche ricorrendo a canali di finanziamento extraregionali, quello che è unanimemente considerato un importante asse ferroviario. Intanto siamo fiduciosi nel sostegno ricevuto dal Parco Fluviale dell’Alcantara, che ha appoggiato in pieno il nostro progetto».

In effetti, il momento sarebbe propizio per l’agognata riattivazione, almeno a fini turistici, della tratta ferroviaria dell’Alcantara. Proprio qualche giorno fa anche Giovanni Lo Schiavo, segretario regionale del sindacato Fast-Confsal, ha inviato una lettera di sollecito in tal senso ai massimi rappresentanti del Governo regionale. Nei mesi scorsi, inoltre, qualche Consiglio Comunale, come quello di Francavilla di Sicilia, ha votato una mozione per impegnare i sindaci a porre in essere ogni iniziativa a sostegno dell’opportunità concessa dalla prima citata legge 128 del 2017, in cui si prevede che gli oneri finanziari per l’adeguamento delle tratte considerate di pregio, come per l’appunto l’Alcantara-Randazzo, sono interamente a carico del Governo nazionale, ed in particolare dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dei Beni Culturali e del Turismo e dell’Economia.

Davide Tricomi, vicepresidente dell’associazione “Ferrovia Valle Alcantara”

Da evidenziare che i treni storici gestiti dalla Fondazione “FS Italiane” stanno dando ottimi risultati in termini economici. Tanto per rimanere alla Sicilia, per la ferrovia della Valle dei Templi, ad Agrigento, un tour operator tedesco ha commissionato tempo addietro ben trenta corse in Littorina.

Un treno turistico può trasportare tra i duecento ed i quattrocento passeggeri, e la tratta ferroviaria che collega Taormina e Randazzo attraversando i vari Comuni della Valle dell’Alcantara, potrebbe registrare spesso il tutto esaurito se si pensa alle innumerevoli attrattive presenti in questo territorio (le Gole e le Gurne dell’Alcantara, il Convento francavillese dei Frati Cappuccini, il Vulcanetto di Mojo, il fascino medievale del centro storico di Randazzo, le aree in cui effettuare escursioni di Trekking, ecc.) ed al notevole bacino turistico taorminese-naxiota cui attingere.

Tutto sta a non farsi trovare impreparati ed a capire quali siano i ruoli ed i compiti dei vari soggetti coinvolti (Ente Ferrovie, Stato, Regione, Comuni, ecc.), che l’associazione “Ferrovia Valle Alcantara” sta tentando di riunire attorno ad un tavolo affinché il “sogno” da lungo tempo accarezzato possa finalmente divenire realtà. Vero è, infatti, che i costi dell’operazione ricadono sul Governo nazionale, ma è anche vero che occorre pur sempre una preliminare manifestazione di volontà proveniente dal basso, ossia dal territorio interessato e dalle istituzioni che lo rappresentano.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO PRINCIPALE: al centro il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, tra (da sinistra) Marco Crimi e Davide Tricomi, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione “Ferrovia dell’Alcantara”

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