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Fiumefreddo, successo per la conferenza sulla Via Crucis realizzata dal Maestro Incorpora

Fiumefreddo, successo per la conferenza sulla Via Crucis realizzata dal Maestro Incorpora

La Chiesa Maria Santissima del Rosario del quartiere Castello di Fiumefreddo di Sicilia è stata teatro di un incontro-conferenza organizzato dalla locale Pro Loco e dalla parrocchia il cui tema è stato suggerito dalla Via Crucis realizzata dal maestro Salvatore Incorpora di Linguaglossa che è posta nell’edificio sacro.

Alla presenza delle autorità civili e religiose fiumefreddesi e linguaglossesi, oltre che di un folto pubblico, dopo un breve saluto del Parroco don Alberto Nicita l’incontro ha preso il via sviluppandosi tra i vari interventi e i canti delle due corali “San Giuseppe” e “Don Antonino Maugeri”.

Le relazioni ufficiali tenute dai relatori principali, Sua Eccellenza don Paolo Urso Vescovo Emerito, e Sergio Cristaldi Professore ordinario di letteratura all’Università di Catania, si sono soffermate rispettivamente su due temi: “La Via Crucis continua… ma non siamo soli” ed “Agonia e resurrezione del figurativo”.

Ai due illustri conferenzieri si sono aggiunti inoltre il Presidente della Pro Loco Leonardo Alessio e Alfio Monaco che si sono soffermati sugli obiettivi principali di rivalutazione dell’immagine del territorio di Fiumefreddo.

Don Paolo Urso riprendendo alcuni concetti dal catalogo illustrato “La via della Passione”, che per l’occasione è stato realizzato e presentato dall’Associazione Salvatore Incorpora, e rifacendosi a diversi scrittori contemporanei che hanno colto lo spirito della sofferenza cristiana, si è soffermato in particolare sulla fisicità straziante di alcune stazioni della via della Passione di Incorpora – “le braccia aperte come due grandi ali spiegate… perché Dio vuole continuare ad abbracciare l’uomo” – suggerendo alcune profonde riflessioni che riportano alla trascendenza totale del messaggio cristiano.

Il professore Cristaldi ha messo l’accento, invece, sul percorso artistico di Incorpora dal punto di vista religioso laddove, a detta di autorevoli critici tra cui Sgarbi, langue in arte il tema religioso per un periodo molto lungo dell’ultimo millennio. Incorpora “ha colto l’idea di Dio che è dentro di noi” non con forme astratte ma neppure senza imitare “l’ombra del divino”.

Abilità del Maestro linguaglossese è stata invece quella di trovare un nuovo linguaggio figurativo attraverso cui “fondere il divino e l’umano, il verbo e la carne… in questo corpo glorioso che lo spirito riesce ad elevare e trasfigurare”.

A conclusione dell’incontro la figlia dell’artista, Gemma, ha ringraziato gli organizzatori della serata, i conferenzieri, le corali e tutti i presenti, raccontando alcuni particolari degli anni in cui la “via della Passione” fu realizzata dal padre ma anche ricordando il parroco di allora, Padre La Rosa, che ne volle la creazione, la madre Anna e tutti quelli che collaborarono in toto.

Infine sorpresa della serata la presentazione di un bassorilievo inedito in terracotta, “in coena Domini”, che Incorpora aveva realizzato assieme alla via crucis nel ’73, perché fosse posto nella stessa chiesa.

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