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Francavilla di Sicilia: impiegati comunali in trepidante attesa di “San Paganino”

Francavilla di Sicilia: impiegati comunali in trepidante attesa di “San Paganino”

I sessantacinque dipendenti del municipio di Piazza Annunziata in apprensione per il loro stipendio dell’appena trascorso mese di febbraio. A determinare il ritardo sarebbe il mancato deposito, presso l’istituto di credito che cura il servizio di tesoreria, della firma del nuovo funzionario responsabile

Febbraio è il mese più corto dell’anno, ma per i sessantacinque dipendenti del Comune di Francavilla di Sicilia si sta, in realtà, rivelando il più lungo in quanto il 27, classico “giorno di paga” per i pubblici impiegati, non hanno potuto percepire lo stipendio loro spettante. Ed infruttuose in tal senso sono state anche la giornata dell’indomani (ossia ieri, 28 febbraio) e quella odierna. Il motivo di tale ritardo ci viene spiegato da un impiegato stesso.

«Abbiamo appreso – dichiara questo dipendente – che l’inghippo è di natura burocratica, anche se forse sarebbe più corretto affermare che alla base di tutto vi è una certa disorganizzazione, di cui oltre sessanta persone e le rispettive famiglie stiamo pagando le conseguenze. In pratica, poco tempo addietro si è insediato in municipio un nuovo funzionario responsabile dell’area economico-finanziaria, uno dei cui primi atti sarebbe dovuto essere il deposito della sua firma presso la filiale dell’istituto di credito, avente sede nella frazione taorminese di Trappitello, che cura il servizio di tesoreria per il nostro Comune. Ebbene: sino ad oggi questo nuovo funzionario è stato evidentemente impossibilitato ad effettuare questa operazione, con il risultato che dal palazzo municipale di Piazza Annunziata non possono più partire ordini di pagamento, compresi quelli per gli stipendi del personale. Sicuramente dei giustificati impedimenti non hanno consentito a questo nuovo responsabile economico-finanziario di recarsi a firmare a Trappitello, ma se così fosse occorre al più presto trovare una soluzione alternativa (magari delegare alla firma un altro dirigente) perché, a parte il problema dei nostri stipendi, l’attività dell’ente non può rimanere paralizzata».

L’impiegato comunale francavillese si fa quindi interprete dello stato di disagio e malessere dei suoi tanti colleghi.

«Com’è risaputo – sottolinea il dipendente – ormai da anni con lo stipendio si riesce a malapena ad arrivare alla fine del mese. La maggior parte di noi, quindi, non vede l’ora di percepire puntualmente l’emolumento per poter far fronte a scadenze impellenti, come il pagamento delle rate di mutuo, dei vari tributi e del canone d’affitto della casa. Questo ritardo ingenera dunque in noi nervosismo e preoccupazione perché non ci consente di onorare gli impegni finanziari assunti. La questione dovrebbe stare a cuore a tutta la nostra comunità in quanto in un’economia asfittica come quella francavillese questi stipendi, che alcuni ci invidiano…, ci permettono di fare acquisti presso le attività commerciali del nostro paese, immettendo quindi denaro in una realtà che ne ha tanto bisogno».

Rodolfo Amodeo

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