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Francavilla di Sicilia: impiegati comunali pensionati sospesi nel “limbo” della burocrazia

Francavilla di Sicilia: impiegati comunali pensionati sospesi nel “limbo” della burocrazia

I dipendenti della municipalità dell’Alcantara cessati dal servizio due anni fa hanno dovuto tribolare non poco per vedersi riconosciuto il diritto all’emolumento di quiescenza. Questo perché nel 2015 non risultavano versate quattro rate dei contributi previdenziali. “Inghippo” risolto solo di recente grazie all’aiuto di un Comune vicino

In una società sempre più problematica, in cui anche il più elementare diritto non va dato affatto per scontato, può capitare che chi, dopo una vita di sacrifici, raggiunge il meritato traguardo del pensionamento dal lavoro, abbia in realtà ben poco da esultare. Lo sanno bene tutti quegli impiegati del Comune di Francavilla di Sicilia andati in quiescenza nel 2016 e rimasti per parecchi mesi senza l’emolumento mensile che sarebbe spettato loro a titolo di pensione. Tutto ciò a causa di un singolare inghippo burocratico, per la risoluzione del quale sono stati necessari tempi lunghissimi e svariati “viaggi della speranza” dei diretti interessati alla volta degli uffici municipali competenti e della stanza del primo cittadino.

E’ successo, in pratica, che per quattro mesi dell’anno 2015 (ossia giugno, luglio, agosto e settembre) si era omesso di versare all’istituto previdenziale i contributi relativi alla maggior parte dei dipendenti del Comune di Francavilla, impedendo di fatto a questi ultimi il riconoscimento del diritto ad andare in pensione. Una vicenda sicuramente anomala, se si considera che si è in presenza di un ente pubblico, ossia un Comune, che, a differenza di un qualsiasi imprenditore privato in difficoltà economiche o semplicemente “indisciplinato”, non può certo “dribblare” la normativa in materia di contribuzioni previdenziali per i propri dipendenti.

Giunti alle soglie dell’agognato collocamento a riposo, gli “aspiranti” pensionati municipali francavillesi avevano scrupolosamente osservato i termini di legge presentando le rispettive domande di pensionamento sei mesi prima della data di cessazione del rapporto lavorativo, ma nonostante la loro puntualità sono rimasti senza pensione per parecchi mesi, durante i quali, per sopravvivere, si son visti costretti ad intaccare i loro risparmi o a chiedere aiuti economici ai familiari.

Alla fine, come ci riferisce chi ha avuto modo di seguire direttamente l’inconsueta vicenda, tutto si è risolto nelle settimane scorse grazie all’ausilio degli uffici municipali di un Comune vicino, particolarmente “ferrato” nel disbrigo delle pratiche pensionistiche.

Del “sacrificio” di questi dipendenti comunali francavillesi andati in pensione (ma solo “teoricamente”…) due anni fa, hanno implicitamente beneficiato tutti i loro colleghi ancora in servizio in quanto, al momento del collocamento a riposo di questi ultimi, si sarebbe riproposto lo stesso problema dei quattro mesi di contribuzioni mancanti, adesso definitivamente risolto, a meno di ulteriori “sorprese”.

Pertanto, mai come in questo caso è più che giustificata la classica “medaglia al valore” che gli enti pubblici e le aziende private sono soliti consegnare ai dipendenti che vanno in pensione, e che nel caso dell’ultima “infornata” al Comune di Francavilla di Sicilia si sono rivelati, loro malgrado, veramente “eroici”.

Rodolfo Amodeo

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