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Mascali, nuovi sequestri di cave illegali. Controlli serrati dei carabinieri del Noe VIDEO

Mascali, nuovi sequestri di cave illegali. Controlli serrati dei carabinieri del Noe VIDEO

Sono già quattro le cave e gli impianti di frantumazione di materiale basaltico lavico sequestrati dai Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Catania – nel territorio del Comune di Mascali.

Proseguendo nei controlli avviati già da diversi mesi nello specifico settore delle cave di estrazione di materiali inerti, al termine di un nuovo approfondito controllo eseguito in Contrada Pedata Sant’Agata di Mascali, i militari del N.O.E. Carabinieri di Catania hanno posto sotto sequestro l’intera area, di circa 40.000 mq., di proprietà della “ Impresa Siciliana Cave e Lavori Frantumazione Pietre Laviche” operante nel settore di estrazione e frantumazione di materiale basaltico lavico.

Anche in questo caso, come nei precedenti, l’intervento dei Carabinieri è avvenuto nella piena flagranza di reato mentre erano in azione sul posto, nelle attività di sbancamento e di estrazione del materiale, due escavatori ed un autocarro da cava e mentre era in piena funzione l’impianto di frantumazione.

I dipendenti dell’azienda addetti alla conduzione di un escavatore e di un camion con il quale il materiale estratto veniva trasportato presso l’impianto di frantumazione sono stati immediatamente fermati e sono state immediatamente bloccate tutte le operazioni.

L’ intervento sul posto ieri pomeriggio è stato svolto in questa occasione con l’intervento sulla zona delle operazioni di un elicottero del XII Nucleo Elicotteristi Carabinieri di Catania che in questi mesi ha controllato a fondo il territorio, consentendo di individuare dall’alto le zone dove venivano condotte le attività in questione, risultate essere state tutte gestite senza alcun genere di autorizzazione ed in maniera totalmente abusiva.

Nel corso delle verifiche documentali l’impianto in questione è risultato non essere autorizzato nonché sprovvisto delle necessarie autorizzazione per le emissioni in atmosfera disciplinate dal Decreto Legislativo 152/2006 sulla Tutela Ambientale.

Anche in questo caso è stato accertato che l’intera area dove veniva condotta l’attività di estrazione abusiva, pari a circa 10.000 mq, già ampiamente sfruttata, ricade sulla zona sottoposta a vincolo paesaggistico, esistente sin dall’anno 1991 su tutta il comprensorio interessato dalla colata lavica dell’Etna del 1928.

Il sopralluogo eseguito sul posto ha consentito di censire la presenza di sei mezzi tra escavatori, pale meccaniche, autocarri di cava ed altri, tutti perfettamente efficienti, utilizzati a vario titolo nelle attività abusivamente svolte.

Per tali motivi l’area adibita abusivamente a cava, l’impianto di frantumazione, tutti i mezzi movimento terra trovati sul posto, tutte le attrezzature e tutta la rimanente area di pertinenza della ditta, dove sono presenti numerosi accatastamenti di materiali frantumati già lavorati, sono stati posti sotto sequestro.

Il valore dell’intera azienda, degli impianti e dei mezzi presenti è ritenuto certamente superiore al milione di euro.

La titolare ed il gestore di fatto dell’azienda sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Catania ritenuti responsabile di numerosi reati ambientali e del settore di estrazione ed anche per aver operato in maniera del tutto abusiva su zona sottoposta a speciale vincolo paesaggistico. Sono in corso ulteriori accertamenti .

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