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Linguaglossa, nasce “Ascuta”: per una politica di chiarezza e cittadinanza attiva

Linguaglossa, nasce “Ascuta”: per una politica di chiarezza e cittadinanza attiva

Un nutrito gruppo di giovani si è preso la briga di costituire un’associazione che si prefigge di rendere partecipi gli abitanti del Comune etneo della vita amministrativa locale, sino ad oggi “incomprensibile” per buona parte della popolazione e soprattutto per le nuove generazioni. Il sodalizio supporterà anche altri preesistenti

“Ascùta”, ossia “ascolta”, è un’esortazione in lingua dialettale siciliana dall’utilizzo ambivalente, perché può essere rivolta sia a chi non vuol farti parlare e sia a chi vuoi dare un consiglio. Tale espressione è assurta, non a caso, anche a denominazione di un’interessante realtà associazionistica venuta recentemente alla luce a Linguaglossa dove, per l’appunto, è stata costituita l’associazione “Ascuta”.

A promuovere l’iniziativa un nutrito gruppo di giovani del Comune etneo, molti dei quali provengono da ancora operative esperienze associative cui, attraverso “Ascuta”, si vuol dare ulteriore vigore attraverso azioni sinergiche e di produttivo confronto.

Il nuovo sodalizio si sta in questi giorni ufficialmente presentando all’opinione pubblica ed ai media tramite comunicati e note in cui viene spiegata la ragion d’essere dell’associazione.

«Tanti giovani linguaglossesi – spiegano i rappresentanti di “Ascuta” – abbiamo avvertito la necessità, già all’indomani delle recenti elezioni per il rinnovo delle istituzioni comunali, di impegnarci sul fronte dell’informazione politico-amministrativa, di cui nella nostra comunità c’è parecchia carenza, così come abbiamo anche rilevato attraverso un apposito sondaggio. In tal senso abbiamo già avviato alcune attività, come lo spiegare ai nostri concittadini, tramite volantini e post su Facebook, in cosa consiste il cosiddetto “predissesto”, situazione che stiamo per vivere a Linguaglossa. Il nostro obiettivo è dunque quello di facilitare la comprensione della politica, traducendone gli spesso complicati linguaggi e tecnicismi. E lo facciamo senza essere legati ad alcun partito ed a nessuna corrente, ma solo nell’esclusivo intento di ricreare nella nostra comunità un clima di totale trasparenza che consenta ad ogni cittadino, ed in particolare ai giovani, di capire cosa accade intorno a seguito delle decisioni prese dagli organi istituzionali locali (Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale), di cui analizziamo attentamente tutti gli atti. Per quanto concerne la denominazione che ci siamo dati, abbiamo scelto “Ascuta” perché vogliamo parlare a chi non ci ha mai ascoltato, ma anche consentire di essere ascoltato a chi non ha mai avuto modo di parlare».

A guidare l’associazione “Ascuta” è il presidente Raffaele Carriero, affiancato dalla dottoressa in giurisprudenza Giulia Pagano nel ruolo di vicepresidente, dalla tesoriera Elisa Lo Giudice, da Concetto Vecchio e da tanti altri giovani, di cui alcuni, come si accennava prima, già provenienti da esperienze associative e di gruppo, come il progetto di cultura ambientale “Idea Green” ed il “Team Fare”.

«Parallelamente alla più generale attività di informazione – sottolineano al riguardo gli esponenti di “Ascuta” – porteremo avanti anche le progettualità di queste singole associazioni, già scommessesi con positivi risultati sul nostro territorio».

Siamo pertanto in presenza di un virtuoso esempio di “fare rete”, che in un’epoca di individualismo sfrenato e sterili contrapposizioni, sia tra singoli individui che tra gruppi sociali, è proprio ciò di cui una comunità necessita per poter intravedere delle serie prospettive di sviluppo. Forme associazionistiche di questo tipo favoriscono inoltre la partecipazione alla vita pubblica del cittadino, che altrimenti sarebbe destinato a rimanere “in fiducia” di pochi “eletti” i quali, a loro volta, dalle istanze e dagli stimoli provenienti dal mondo dell’associazionismo possono trarre utili spunti per la loro azione politico-amministrativa.

Rodolfo Amodeo 

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