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Patto d’Area per il turismo: un’occasione sprecata per Taormina e Giardini Naxos

Patto d’Area per il turismo: un’occasione sprecata per Taormina e Giardini Naxos

Amaro sfogo del sindacalista Mario Ianniello, promotore del protocollo d’intesa tra albergatori, organizzazioni di categoria ed amministrazioni comunali, rimasti indifferenti per anni all’interessante iniziativa di sviluppo socioeconomico, mentre in questi giorni hanno prontamente aderito ad una analoga in partnership con il Parco Archeologico

C’è poco da fare: in Italia, e segnatamente nella nostra Sicilia, ci sono enti e strutture che riescono ad esercitare un notevole “appeal” su privati ed altre istituzioni, mentre iniziative di grande interesse pubblico, sol perché prive di sponsor “blasonati”, sono destinate a non avere alcun successo.

A Giardini Naxos lo sa bene Mario Ianniello, noto sindacalista e, sino ad alcuni mesi fa, esperto del sindaco della prima colonia greca di Sicilia per quanto concerne le problematiche socioeconomiche ed occupazionali. Quel “Patto d’Area Comprensoriale per il Lavoro ed il Turismo” per il quale tanto si era battuto è rimasto, infatti, lettera morta, mentre proprio in questi giorni si apprende di un altro “patto”, in qualche modo analogo, andato a buon fine: quello sottoscritto tra tutte le associazioni degli albergatori del comprensorio taorminese-naxiota ed il Parco Archeologico di Taormina-Giardini Naxos.

Comprensibile l’amarezza del prima citato Ianniello, che in una polemica nota da lui diramata in queste ore evidenzia le contraddizioni delle organizzazioni sindacali, delle municipalità e, soprattutto, degli operatori turistici, i quali hanno prontamente risposto alla “chiamata” del Parco Archeologico, mentre per il Patto d’Area da lui amorevolmente progettato è stato un eterno tergiversare protrattosi per anni che non ha portato a nulla.

«Con il Patto d’Area – sottolinea Mario Ianniello (nella foto con sullo sfondo uno scorcio del Parco Archeologico di Giardini Naxos)oggi probabilmente non ci saremmo ritrovati con la questione “San Domenico” (ossia il futuro alquanto nebuloso dello storico grande albergo di Taormina e dei suoi numerosi dipendenti, ndr) e con altre criticità del comparto turistico-ricettivo a Giardini Naxos e dintorni. Questo perché sarebbe dovuto essere uno strumento finalizzato a conciliare gli interessi dei vari operatori del settore ed attori del territorio (imprenditori, lavoratori, amministrazioni comunali, ecc.) per poter soprattutto giungere alla tanto agognata destagionalizzazione del turismo, che avrebbe garantito dignitosi livelli occupazionali per quasi tutto l’anno nonché la massima valorizzazione del nostro comprensorio.

«Adesso apprendo da notizie di stampa che è stato firmato e ratificato questo protocollo d’intesa tra albergatori e Parco Archeologico di Taormina-Giardini Naxos. Ebbene: sono “contento”, ma non posso fare a meno di osservare che il tutto è avvenuto in modo alquanto “veloce” e nel silenzio più assoluto, senza dare la dovuta preventiva pubblicità all’iniziativa.

«E noto anche con rammarico che in questi anni le stesse associazioni degli albergatori non hanno avuto la stessa “velocità” nell’apporre la loro firma in calce al Patto d’Area, decretandone così l’inevitabile agonia. A quella mia proposta, discussa e perfezionata in numerosi tavoli tecnici, hanno fatto orecchie da mercante pure quelle parti che sarebbero dovute essere le maggiormente interessate in quanto rappresentanti dei lavoratori, ossia le organizzazioni sindacali provinciali del settore turistico e commerciale Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil. Solo “a voce” erano tutti concordi nel ratificare l’ormai “famoso” Patto, salvo poi non farne nulla. Ed anche le Amministrazioni Comunali del comprensorio hanno latitato, creando peraltro non poche frizioni tra tutti i soggetti in campo in nome del solito becero campanilismo, che ha fondamentalmente affossato tutti il mio lavoro preparatorio.

«Stando così le cose, ho deciso di rassegnare le dimissioni dall’incarico di consulente a titolo gratuito che mi aveva conferito il sindaco di Giardini Naxos Nello Lo Turco: è stato un atto di democratica protesta (e comunque non di natura personale) nei confronti delle Amministrazioni Comunali (con in testa quella giardinese), delle parti sociali e delle associazioni degli albergatori.

«Ho quindi sperato invano che il sindaco Lo Turco, in qualità di rappresentante di Giardini Naxos, Comune capofila, concludesse l’iter dal sottoscritto avviato. Ma, in ogni caso, continuo a sperare che chiunque abbia capito l’importanza di un Patto d’Area per il lavoro e per lo sviluppo turistico si prodighi per darne attuazione, senza più perdere tempo».

Rodolfo Amodeo

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