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I Vulkanica sulle tracce della leggendaria e misteriosa “Marabbecca”

I Vulkanica sulle tracce della leggendaria e misteriosa “Marabbecca”

All’antico “spauracchio” per i bambini è stata dedicata una canzone che dà il titolo al primo lavoro discografico della band di musicisti provenienti da Linguaglossa, Piedimonte Etneo e Taormina. L’album è un atto d’amore per la Sicilia, così come tutto il progetto artistico perseguito in questi anni dal gruppo

Ci lavorano da tempo e adesso, finalmente, è venuto alla luce: è “Marabbecca”, ossia il primo album del gruppo musicale “Vulkanica”, composto da musicisti e cantanti provenienti dai Comuni di Linguaglossa, Piedimonte Etneo e Taormina, accomunati dall’amore per la Sicilia e le sue tradizioni.

E questa loro prima fatica discografica autoprodotta ne è un’ulteriore testimonianza in quanto comprende otto brani, tra inediti e qualche cover, nei quali vengono ripercorsi modi di dire tipici della cultura siciliana nonché vicende della nostra isola.

Il brano che dà il nome all’album, ad esempio, fa riferimento a quella curiosa figura leggendaria (forse una terrificante donna anziana o forse un serpente) chiamata per l’appunto “Marabbecca” che veniva utilizzata come “spauracchio” per i bambini onde evitare che si affacciassero ad un pozzo e caderci dentro.

Siamo in presenza, insomma, del più genuino “Sicilian Pop”, un genere che i Vulkanica, dopo l’esordio del 2007 come “normale” rock band, hanno convintamente abbracciato e che in questi anni ha incontrato il gradimento del pubblico che assiste sempre numeroso alle loro trascinanti performance live.

La copertina dell’album “Marabbecca”

Del gruppo fanno parte la cantante Nery Scuderi, i chitarristi Ciccio Marano e Michele Sorbello, il bassista Alessandro Reitano, il tastierista e fisarmonicista Roberto Vitello, il batterista Concetto Rinaudo ed il percussionista Salvo Coco (Marano, Sorbello, Reitano e Vitello si esibiscono anche alla voce).

I sette “ambasciatori della sicilianità” sono reduci, oltre che da numerosi concerti di piazza (dove hanno tra l’altro affiancato il grande cantautore catanese Vincenzo Spampinato), anche da importanti “vetrine”, tra cui la partecipazione all’Expo milanese del 2015 come ospiti del padiglione “Sicilia Cluster Biomediterraneo”, ospitate televisive su Rai3 (nel programma “Buongiorno Regione”), sul 9 del digitale terrestre (nel programma “’O mare mio” di Antonino Cannavacciuolo), su Antenna Sicilia (ad “Insieme”) e su Telecolor (a “Telesiculissimi”) e passaggi radiofonici su seguitissime emittenti siciliane come Radio Etna Espresso e Radio Universal.

«Evidentemente – dichiara il percussionista Salvo Coco a nome dei colleghi – siamo “corteggiati” dai media perché il genere che proponiamo desta interesse e curiosità. Ciò ci spinge ad andare avanti con sempre più grinta ed entusiasmo. Ormai per noi il “parlare siciliano” è una missione dettata dall’amore per le nostre radici, che non vanno né rinnegate e né dimenticate, bensì tenute vive coniugando tradizione ed innovazione. Non a caso il dialetto siculo ha recentemente acquisito la dignità di “lingua”, che le nuove generazioni della nostra terra, pur continuando a parlare in corretto italiano, non possono ignorare, specie con riferimento a quelle espressioni ed a quei motti popolari tramandatici dai nostri avi che costituiscono l’essenza più autentica della nostra isola e che ispirano i testi delle nostre canzoni. Con questo nostro primo lavoro discografico intitolato “Marabbecca” abbiamo inteso realizzare un compendio del progetto artistico-musicale che abbiamo portato avanti in questi anni e che continua a darci grandi soddisfazioni. Adesso, dopo il lavoro in sala d’incisione, ci stiamo concentrando sul prossimo tour estivo, che presenterà tante novità. Questo perché… semu Siciliani!».

Rodolfo Amodeo

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