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Giarre, vicenda fatture energia: prosciolto dall’accusa di falso ideologico, l’arch. Nuccio Russo

Giarre, vicenda fatture energia: prosciolto dall’accusa di falso ideologico, l’arch. Nuccio Russo

“Prosciolto perché il fatto non sussiste”. Non è neppure iniziato il processo a carico dell’ex dirigente tecnico del Comune di Giarre, arch.Nuccio Russo (difeso dall’avv.Vincenzo Mellia) per il quale pendeva una richiesta di rinvio a giudizio per falso ideologico, depositata dal Pm Raffaella Agata Vinciguerra, il primo agosto scorso.

La vicenda in questione è quella relativa alla ricognizione contabile sulle spese sostenute dall’Ente comunale, anno 2014, per la fornitura di energia elettrica. In una nota indirizzata all’ex sindaco Roberto Bonaccorsi, l’allora dirigente dell’Area tecnica, Russo, aveva evidenziato che il fabbisogno complessivo per consumi di energia elettrica ammontava a circa 4 milioni di euro. Accadde però che, in pari data, il 17 aprile 2014, una  seconda nota era stata ritrasmessa con importi notevolmente inferiori (circa 1 milione di euro riferito al solo anno 2014).

Di fatto erano state protocollate, peraltro con lo stesso numero, due distinte note ma con importi diversi, suscitando la pronta reazione del sindaco pro tempore Roberto Bonaccorsi – poco prima delle sue dimissioni – e dell’ex segretario generale Rossana Manno (oggi al Comune di Caltanissetta), dopo che l’arch. Russo, in una successiva comunicazione all’ex primo cittadino, aveva precisato che “era stato il sindaco Bonaccorsi a richiedergli verbalmente di predisporre una seconda lettera, riportando l’ammontare del fabbisogno economico per il solo 2014, poiché la somma richiesta era ingente e non finanziabile”. Accuse fermamente respinte da Bonaccorsi.

Da lì a poco seguì la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti e poi alla Procura di Catania, dal quale è poi scaturita l’indagine della Guardia di finanza che ha originato l’apertura di un procedimento giudiziario, conclusosi ieri – dopo la richiesta di rinvio a giudizio – con la sentenza emessa dal Gip di Catania, Pietro Antonio Currò.

A questo punto resta da capire chi e perché ha commesso un falso. Non è da escludere in tal senso che la vicenda possa avere nuovi e importanti risvolti.

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