Catania

Elezioni regionali: l’analisi del voto di Carmelo Caltabiano

Elezioni regionali: l’analisi del voto di Carmelo Caltabiano

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere comunale mascalese Carmelo Caltabiano che “snocciola” dati e la sua opinione sulle elezioni regionali scorse e sulle dinamiche elettorali del comprensorio jonico-etneo.

“C’è poco o nulla da gioire a seguito dei risultati elettorali delle Regionali per il territorio jonico-etneo, il risultato elettorale è assolutamente preoccupante non solo perché nessun candidato locale è risultato eletto, ma per tante altre ragioni che proverò a condividere con chi legge.

Partiamo dal dato dell’affluenza, in diminuzione di 3,3 punti, infatti all’aumentare degli aventi diritto al voto è diminuito il numero di coloro che sono andati a votare, 41.587 nel 2012 a 39.957 nel 2017, basti pensare che nel 2008 furono 55.514, quindi oltre 15.000 elettori che fino al 2008 votavano con regolarità ed ancora una volta ha scelto di non farlo.

La mia personale lettura è che il personale politico, i players, non sono all’altezza, non hanno la capacità di interpretare i bisogni di questa comunità, ma anche gli stakeholder politici non sono all’altezza del compito, quindi ci ritroviamo un elettorato scollato dagli attori e/o protagonisti della politica, probabilmente per l’assenza di un sistema di partiti in uno alla sovrapposizione di idee e programmi che rimangano lettera morta, creano sconcerto negli elettori che si sentono ininfluenti col loro voto, certi che alla fine non cambierà nulla.

Se spostiamo l’analisi sul voto verso i partiti e i singoli candidati, il quadro diventa sempre più deprimente, ad iniziare dal numero fuori luogo di candidati, ben 11 in un territorio limitato ai Comuni di Giarre, Mascali, Riposto e Fiumefreddo di Sicilia.

Cosa si coglie dal voto di preferenza?

Il candidato che meglio risulta legato al territorio non va oltre i 2.798 voti totali con un contributo del territorio (distretto 17) dell’87,81% per una cifra di 2457 voti: stiamo parlando di Francesco Longo che politicamente non è certo un novellino, il quale viene superato nella cifra assoluta da un pressochè sconosciuto candidato a 5 stelle giarrese, Cristiano Anastasi, che ottiene una cifra individuale di 3127 voti con un contributo del territorio del 71,09% di 2.223 voti.

Aldilà della cifra assoluta di 3.127 preferenze,  primo tra tutti gli 11 candidati, viene a dimostrarsi che pur in assenza di un investimento economico in termini di “santini”, manifesti ed incontri, si può ottenere consenso se si ha una visione della politica ed una forte appartenenza ad una formazione politica, si badi si parla del Movimento 5 stelle, che nonostante professi il contrario, resta l’unica formazione politica con le idee chiare su problemi e soluzioni, ma un disastro alla prova del fuoco dell’implementazione delle politiche, pessimi governanti, quasi sempre troppo teorici e privi del piglio pratico necessario nella gestione dell’amministrazione di tutti i giorni, specialmente in quella dei Comuni che devono rispondere ai mille problemi delle comunità.

Altra cosa che merita una sottolineatura (negativa) è la contemporanea candidatura di due assessori della stessa Giunta comunale (Mascali) e cioé Alberto Cardillo e Viginia Silvestro, segno evidente della ricerca di un posto al sole più che un interesse vero e sincero verso il territorio, queste ultime candidature comunque, insieme alle altre, appaiono più come riempilista che come espressione di un progetto politico nell’interesse del territorio di cui tutti gli 11 si sforzavano di apparire paladini.

Certamente, se i players e stakeholder politici del territorio (derubato di tutto compreso la dignità di cittadinanza!) non avessero snobbato le primarie del comitato cittadino Giarre, o magari in alternativa si fossero dati altro metodo di selezione di un’unica candidatura alla quale affidare la difesa del diritto di cittadinanza dell’area jonico-etnea, avremmo avuto qualche chance in più.

Invece gli attori politici hanno preferito la ricerca del loro posto al sole o al limite sotto l’ombrello del potente politico più o meno campione di preferenze, per la serie “meglio avere la sensazione di vincere che provare a vincere”.

A stretto giro, con le prossime elezioni politiche di marzo, ci sarà una nuova occasione di riscatto per il territorio, e chissà se “quagghia a mennula”.

Carmelo Caltabiano

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