Catania

Milo razzista? Il sindaco Cosentino respinge le accuse

Milo razzista? Il sindaco Cosentino respinge le accuse

Il sindaco di Milo Alfio Cosentino allontana da sé e dal paese ogni accusa di xenofobia e razzismo nata dopo la pubblicazione dell’avviso che mette a conoscenza dei milesi la possibilità di apporre la firma sulla petizione popolare promossa dall’Amministrazione comunale contro la paventata apertura di un centro di prima accoglienza per minori non accompagnati nel territorio comunale milese.

“Vista la polemica che sta montando su facebook in merito all’avviso a mia firma sulla petizione contro la paventata apertura di un Centro di Primissima Accoglienza per minori non accompagnati –  scrive il primo cittadino di Milo Cosentino – ritengo che sia necessario contestualizzare la vicenda per evitare di trarre errate e superficiali conclusioni”.

Sulla pagina facebook del Comune, Cosentino tende a precisare che il Comune di Milo conta poco più di mille abitanti, 2 vigili urbani, 1 assistente sociale (che condivide con il Comune di Sant’Alfio ed è presente solo qualche giorno la settimana), non ha una caserma dei Carabinieri, che è dislocata nel Comune di S.Alfio e che dista circa 6 km, e l’ospedale più vicino è quello di Acireale che è distante 16 km.

“A Milo un consorzio di cooperative con sede a Palermo ha affittato un albergo per aprire un Centro di Primissima Accoglienza per minori non accompagnati, sulla carta per 40 posti, ma che, in caso di necessità, quasi sicuramente verranno raddoppiati.

Io e la mia comunità non siamo contro l’accoglienza- sottolinea Cosentino- tant’è che stiamo predisponendo gli atti per l’attivazione di uno SPRAR, il quale sarebbe sostenibile rispetto alle risorse della nostra comunità e garantirebbe un’integrazione reale.

Come sindaco – conclude Cosentino- mi dissocio da qualsiasi espressione violenta e discriminatoria che ho visto utilizzare su Facebook ma, allo stesso tempo non posso che prendere posizione contro forme di accoglienza come quella che si vorrebbe realizzare a Milo, avulse dalla realtà e dal contesto in cui si collocano, le quali non permetteranno in nessun modo ai milesi di accogliere con gioia, come hanno sempre fatto, e non garantiranno ai minori la giusta e necessaria integrazione”.

 

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