Catania

Ferrovia dell’Alcantara: l’ultimo “treno” per la sua riattivazione

Ferrovia dell’Alcantara: l’ultimo “treno” per la sua riattivazione

E’ la legge n.128/2017, che consente al Governo nazionale di finanziare il ripristino di alcune tratte di particolare attrattiva, tra cui la Taormina-Randazzo, affinché vengano utilizzate a fini turistici. La ghiotta opportunità sarà ad oggetto di una mozione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale di Francavilla di Sicilia

Grazie alla legge n.128/2017, approvata all’unanimità dal Parlamento nazionale, la tratta ferroviaria Alcantara-Randazzo, soppressa negli Anni Ottanta, potrebbe essere quanto prima riattivata a fini turistici. Quello che l’Ente Ferrovie ha considerato un “ramo secco” è infatti rientrato nel primo elenco di linee ferrate italiane (all’incirca una ventina) che la nuova normativa intende valorizzare turisticamente in quanto ricadenti in aree territoriali di particolare pregio paesaggistico, culturale o archeologico. Gli oneri finanziari per l’adeguamento di tali tratte saranno interamente a carico del Governo nazionale, ed in particolare dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dei Beni Culturali e del Turismo e dell’Economia.

Francavilla di Sicilia, 4 giugno 1959: l’inaugurazione della ferrovia Alcantara-Randazzo

L’allettante prospettiva sarà all’ordine del giorno della seduta di Consiglio Comunale che si terrà a Francavilla di Sicilia il 20 di questo mese. Il consigliere Gianfranco D’Aprile ha infatti presentato un’apposita mozione, fatta propria anche dai suoi colleghi del gruppo di maggioranza “La Svolta”, per impegnare il sindaco Vincenzo Pulizzi e la sua Giunta a porre in essere ogni iniziativa a sostegno di questa opportunità, a cominciare dal coinvolgimento delle altre municipalità della Valle dell’Alcantara.

«I treni storici gestiti dalla Fondazione Ferrovie dello Stato – spiega il consigliere francavillese D’Aprile (nella foto principale con sullo sfondo la vecchia “Littorina” che transitava sulle rotaie dell’Alcantara-Randazzo)stanno dando ottimi risultati in termini economici. Tanto per rimanere alla nostra regione, per la ferrovia della Valle dei Templi, ad Agrigento, nello scorso autunno un tour operator tedesco ha commissionato trenta corse in Littorina. Un treno turistico può trasportare tra i duecento ed i quattrocento passeggeri, e la nostra tratta ferroviaria, che collega Taormina e Randazzo attraversando i vari Comuni della Valle dell’Alcantara, potrebbe registrare spesso il tutto esaurito se si pensa alle innumerevoli attrattive presenti in questo territorio (le Gole e le Gurne dell’Alcantara, il Convento dei Frati Cappuccini, il Vulcanetto di Mojo, le aree in cui effettuare escursioni di Trekking, ecc.) ed al notevole bacino turistico taorminese-naxiota cui attingere. In questi anni, attraverso convegni, interrogazioni parlamentari e proteste varie, sono stati invocati da più parti il risanamento e l’auspicabile riattivazione della tratta ferroviaria Alcantara-Randazzo, che attualmente versa in condizioni di assoluto degrado non più tollerabili. Ebbene: questa è la volta buona in quanto le stesse Ferrovie dello Stato si sono dichiarate disponibili a curarne la gestione a fini turistici una volta che il Governo nazionale avrà effettuato gli interventi di ripristino».

Francavilla di Sicilia, 4 giugno 1959: l’inaugurazione della ferrovia Alcantara-Randazzo

La tratta ferroviaria dell’Alcantara, attraversata dalla “mitica” Littorina, è rimasta “in vita” per circa un trentennio: solennemente inaugurata nel 1959, venne soppressa negli Anni Ottanta perché ritenuta “ramo secco”, ossia non più produttiva per l’ente ferroviario nazionale, già avviatosi lungo il sentiero della privatizzazione.

L’assurdo è che, proprio qualche mese prima della chiusura, tale tratta è stata interessata da costosissimi lavori di ammodernamento (per svariati miliardi di vecchie lire), tra cui l’automazione dei passaggi a livello.

Rodolfo Amodeo

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