Catania

Giarre, razzismo in campo ad un giocatore di colore poi espulso. Il presidente Nirelli prende le distanze dalle accuse

Giarre, razzismo in campo ad un giocatore di colore poi espulso. Il presidente Nirelli prende le distanze dalle accuse

Insultato per il suo colore di pelle ed squalificato per sei giornate. E’ quanto successo mercoledì 1 novembre scorsa a Giarre nello stadio regionale, nel campionato di Eccellenza al giocatore della squadra messinese Pistunina, Pa Keita. “Nero di merda”, è la frase che gli avrebbe rivolto un calciatore del Giarre. Il ragazzo si è rivolto all’arbitro per segnalargli l’insulto ma si è visto mostrare un cartellino rosso. Secondo quanto riferisce l’edizione siciliana di Repubblica, la punizione è arrivata, secondo il referto della Figc, “per grave condotta scorretta nonchè per avere strattonato l’arbitro, e protestato nei confronti dello stesso, dopo l’espulsione”. Ma la Pistunina dà un’altra versione e ricorre contro la squalifica. “La partita si legge nel pezzo a firma di Giorgio Ruta, stava per finire, eravamo ai minuti di recupero”, racconta Keita, 20 anni, originario del Senegal. “Ho fatto un intervento su un avversario, lui si è avvicinato e mi ha detto ‘che fai nero di merda?’. Io mi sono arrabbiato e sono andato dall’arbitro che ha sentito tutto perché era vicinissimo. Lui mi ha detto di continuare a giocare. Ho protestato ancora, senza spingerlo, e mi ha espulso”, è il racconto del terzino destro della Pistunina.

L’arbitro, dopo le rimostranze degli altri giocatori e dopo essersi consultato con il direttore tecnico, ha sanzionato il calciatore che avrebbe insultato Keita. “Ricevere sei giornate di squalifica per aver rivendicato il proprio diritto di uguaglianza è una vera delusione. Questo non è calcio”, sospira il giocatore della squadra messinese.

Intanto, nel pomeriggio, con una nota “l’ASD Giarre 1946, nella persona del Presidente Giulio Nirelli, desidera, in riferimento ai fatti verificatisi nel match di mercoledì 1 novembre tra i gialloblu’ e il Pistunina, prendere le distanze dalle accuse di razzismo formulate dal club messinese all’indirizzo di uno dei componenti della squadra allenata da Giuseppe Mascara. Nello specifico, il patron gialloblu’ smentisce la dirigenza rossonera asserendo che nessun giocatore del Giarre, nella fase in cui la partita volgeva al termine, ha apostrofato il terzino Keita con un insulto razziale o intriso di subcultura xenofoba. A tal proposito, il Presidente Giulio Nirelli indica il referto arbitrale formulato dal direttore di gara Fortunato Papaserio come documento che comprova l’estraneità dei giocatori del Giarre relativamente a presunti episodi di odio razziale da loro posti in essere. Piuttosto, il referto redatto dal sig. Papaserio evidenzia la condotta non irreprensibile del giocatore di colore Keita, destinatario del cartellino rosso insieme all’ attaccante gialloblu’ Nino Carbonaro.

Preso atto di ciò, il patron gialloblù sottolinea che qualora si fossero delineati comportamenti razzisti o esternazioni verbali di natura xenofoba, il direttore di gara avrebbe integrato il suo resoconto con una osservazione incentrata su un eventuale sfogo razzista. L’assenza di argomentazioni di questo tipo nel passaggio in cui l’arbitro si sofferma sull’espulsione del giocatore gialloblù Carbonaro, conferma che la polemica sollevata dal club messinese ruota attorno ad un’accusa la quale non trova riscontro nella relazione arbitrale. L’augurio del patron Giulio Nirelli è che lo spiacevole episodio maturato,non deteriori il rapporto di stima e amicizia che lo lega alla società peloritana”.

Potrebbero interessarti anche