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Francavilla di Sicilia: archeologi dalla Svezia sulle tracce della città perduta

Francavilla di Sicilia: archeologi dalla Svezia sulle tracce della città perduta

Nel corso di una conferenza svoltasi a Giardini Naxos è stato fatto il punto sulle campagne di scavo condotte in questi anni nel Comune dell’Alcantara sul cui territorio, nell’antichità, sarebbe insistita una metropoli greca che potrebbe identificarsi con la leggendaria Kallipolis, distrutta nel 403 a. C. dal tiranno Dionisio I

Nel corso dell’interessante conferenza sul tema “Terza e quarta dimensione in archeologia”, tenutasi qualche sera fa a Giardini Naxos, si è parlato anche della suggestiva ipotesi secondo la quale l’antica città di Kallipolis, tradizionalmente localizzata dove oggi si sviluppa la cittadina etnea di Giarre, fosse invece ubicata nell’entroterra della Valle dell’Alcantara, ed esattamente in corrispondenza dell’odierno centro abitato di Francavilla di Sicilia. Ad ipotizzare ciò è Kristian Göransson (nella foto principale con sullo sfondo il disegno di una tipica città-polis greca), direttore dell’autorevolissimo Istituto Svedese di Studi Classici di Roma, che ormai da un paio di anni conduce una campagna di scavo sul sito archeologico francavillese adiacente a Palazzo Cagnone.

Da sinistra il sindaco di Francavilla Enzo Pulizzi, Maria Costanza Lentini, Vera Greco, Pakkanen e Göransson durante la recente conferenza a Giardini Naxos

Insieme al collega Jari Pakkanen, direttore dell’Istituto Finlandese di Ricerca in Archeologia e Topografia Antica, Göransson è stato relatore alla recente conferenza giardinese, organizzata dal Parco Archeologico di Naxos. I due archeologi, infatti, stanno operando in stretta sinergia, uno nel sito di Francavilla e l’altro in quello di Giardini.

La loro ricerca è finalizzata alla redazione di una planimetria in tre dimensioni dell’antica Naxos ed a far luce sull’effettivo passato della cittadina dell’Alcantara.

Nel periodo ellenico, peraltro, i due centri potrebbero essere stati strettamente collegati, come si cominciò a capire nel 1979, quando dal sottosuolo della cittadina dell’Alcantara, su felice intuizione di alcuni allora giovani intellettuali del luogo  (Virginia D’Arrò, Salvatore Di Marco ed i fratelli Filippo e Maria Immesi), affiorarono numerosi pregevoli reperti di epoca greca (IV-VI secolo a. C.), chiaro indizio della penetrazione dei coloni di Naxos nella Valle dell’Alcantara nonché dell’esistenza in zona di un santuario, in quanto il materiale rinvenuto consisteva essenzialmente in oggetti votivi (soprattutto protomi femminili, statuette di dee in trono e pinakes).

E come ha ricordato Kristian Göransson l’altra sera a Giardini Naxos, «a quella esaltante scoperta hanno fatto seguito, negli Anni Novanta, gli scavi dell’archeologo Umberto Spigo fino ai più recenti degli anni Duemila, quando la Regione Siciliana, resasi conto dell’importanza dei reperti rinvenuti a Francavilla, espropriò dei terreni affinché le campagne di scavo potessero proseguire.

Göransson con i suoi collaboratori durante gli scavi condotti in questi ultimi anni nel giardino di Palazzo Cagnone

«Le ricerche più recenti sono iniziate nel 2014 con il supporto del Parco Archeologico di Naxos, nella cui competenza rientra anche il Comune di Francavilla. A condurle, con il patrocinio finanziario dell’Accademia Reale di Svezia, è il nostro Istituto Svedese di Studi Classici di Roma in collaborazione con la “British School at Rome”, che ci ha messo a disposizione le sue sofisticatissime tecnologie.

«Ed esattamente un anno fa, con i nostri scavi nel giardino di Palazzo Cagnone sono affiorati  diversi cocci che proverebbero l’esistenza in zona di una pavimentazione e, quindi, di un’abitazione o di una strada, da datare presumibilmente tra il V ed il IV secolo a.C., così come gli altri reperti di epoca greca rinvenuti a Francavilla a partire dalla fine degli Anni Settanta ed oggi conservati in parte al Museo “Paolo Orsi” di Siracusa ed in parte nell’Antiquarium di cui si è dotata la cittadina dell’Alcantara una decina di anni fa».

Ormai è dunque una quasi certezza che i coloni della vicina Naxos penetrarono nella Valle dell’Alcantara, sicuramente invogliati dal generoso fiume che attraversa quest’ultima.

I cocci di età greca affiorati dal giardino di Palazzo Cagnone

E, come prima si accennava, l’archeologo Göransson ipotizza addirittura che la leggendaria metropoli di Kallipolis, presumibilmente distrutta nel 403 a.C. dal tiranno siracusano Dionisio I, potrebbe identificarsi proprio con l’insediamento francavillese. Questo perché un corso d’acqua imponente come l’Alcantara garantiva migliori condizioni di vita rispetto al più modesto torrente Macchia che scorre nel territorio giarrese.

Alla recente conferenza archeologica di Giardini Naxos sono anche intervenuti la cofondatrice ed ex direttore del Parco Archeologico di Naxos, Maria Costanza Lentini, l’attuale direttore Vera Greco ed il sindaco di Francavilla di Sicilia, Vincenzo Pulizzi, il quale ha rivolto parole di elogio al professor Göransson ed ai suoi collaboratori, auspicando altresì che il suo Comune possa divenire meta di studi archeologici per lo svolgimento di stages a livello internazionale.

Rodolfo Amodeo

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