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Francavilla di Sicilia: “controffensiva” dell’ex sindaco Monea sui primi cento giorni del suo successore Pulizzi

Francavilla di Sicilia: “controffensiva” dell’ex sindaco Monea sui primi cento giorni del suo successore Pulizzi

In ossequio ai principi del diritto di replica e della completezza dell’informazione, riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata quest’oggi alla nostra Redazione da Lino Monea, ex sindaco di Francavilla di Sicilia ed attuale capogruppo consiliare d’opposizione del Comune dell’Alcantara.

Tramite essa il predecessore ed avversario dell’attuale primo cittadino Vincenzo Pulizzi controbatte a quanto asserito da quest’ultimo nel corso del recente incontro con la cittadinanza a consuntivo dei suoi primi cento giorni di attività amministrativa (cui abbiamo in particolare dedicato il servizio giornalistico “Francavilla di Sicilia ed i debiti fuori bilancio: partita quasi chiusa con 900mila euro”).

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Spett.le Redazione e gentili lettori del “Gazzettino Online”,

è veramente disdicevole che un pubblico amministratore, per accreditarsi presso l’opinione pubblica, debba continuamente screditare l’operato di chi l’ha preceduto con interpretazioni pretestuose ed illazioni, se non addirittura con vere e proprie accuse. Questo succede nel Comune di Francavilla di Sicilia per la prima volta nella sua storia. In passato, invece, al passaggio delle consegne seguivano gli incontri tra coloro che, sino a qualche giorno prima, erano stati degli avversari politici onde garantire la cosiddetta “continuità amministrativa”, affinché i nuovi amministratori comunali potessero avere contezza dello stato dell’arte e proseguire nelle varie attività di interesse pubblico.

Ma vista l’insipienza che circola su qualche palcoscenico (segnatamente quello del nostro Cineteatro “Arturo Ferrara”, le cui tavole hanno recentemente ospitato il primo consuntivo del nuovo sindaco Vincenzo Pulizzi) e su certe pagine dei social network, sono d’obbligo alcuni chiarimenti.

La “vera storia” dei debiti fuori bilancio. Innanzi tutto, riguardo ai cosiddetti “debiti fuori bilancio”, questi debbono essere pagati, e non certo per una scelta discrezionale di un sindaco particolarmente “generoso ed altruista”. E’ infatti intellettualmente scorretto far passare per “scelta” quello che è un ben preciso obbligo di legge.

I debiti fuori bilancio non significano che la precedente Amministrazione Comunale ha fatto spese clientelari, ma piuttosto che essendosi conclusi iter processuali protrattisi per diversi anni ed essendo il Comune risultato soccombente, si deve assolvere l’impegno pecuniario nel più breve tempo possibile, disponendo allo scopo un piano finanziario per il reperimento delle somme da pagare.

Ricordo che la mia Amministrazione Comunale ha dovuto far ricorso, già dall’anno 2013, ai fondi stanziati dal decreto del Governo nazionale “Salva Comuni” per pagare i debiti pregressi, compresi i circa 600mila euro di interessi e sanzioni per ritardato pagamento dell’azienda elettrica.

Ricordo ai vari consiglieri comunali “disinformati” (e preferisco dire “solo” disinformati e non altro…), che l’Amministrazione dal sottoscritto guidata ha pagato nove milioni di debiti pregressi senza proclami, nella consapevolezza che trattavasi di un dovere e pur sapendo di dover sacrificare opere ed interventi che avrebbero potuto dare lustro alla nostra attività politica. La verità è che il buon amministratore fa le sue scelte in silenzio e senza clamore, mettendo in secondo piano la vanità personale.

C’è anche da dire che verso la fine del 2016, dopo un intenso e difficile lavoro burocratico (con poca collaborazione di qualche ufficio municipale…) avevamo accantonato cinquecentomila euro da destinare a varie opere di ammodernamento viario ed arredo urbano. Ebbene: nello stesso periodo si è concluso un contenzioso ultraventennale che ha visto il nostro Comune condannato al pagamento di una somma di eguale ammontare. Pertanto il commissario Maria Riva, in ossequio alle disposizioni di legge, ha bloccato l’utilizzo di quella cifra per altre finalità, destinandola al pagamento di quel debito fuori bilancio.

Gli altri debiti sono scaturiti da sentenze dovute ad espropri degli anni Duemila per la Cooperativa “La Fenice”.

Sia dunque chiaro a tutti che la mia gestione amministrativa non ha avuto alcuna responsabilità riguardo a questi debiti.

La raccolta differenziata: una “eredità” ricevuta. Sempre nel “racconto” dei suoi primi cento giorni, il sindaco Pulizzi si sofferma sul servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, il cui progetto è stato elaborato e seguito nelle sue varie e molto complesse fasi dal mio assessore Salvatore Bardaro per poi giungere in porto, dopo circa tre anni di lungaggini burocratiche, il 19 giugno scorso con l’aggiudicazione della gara ad un’impresa dell’Agrigentino. Stando così le cose, a parte il fatto che non si è affatto in presenza di un’iniziativa della nuova Amministrazione Pulizzi, mi chiedo: come mai ad oggi il servizio di raccolta differenziata non è stato ancora attivato?!…

La cessione dell’azienda elettrica: una trattativa già in stato avanzato. Passando alla vicenda delle cessione all’Enel delle utenze private del servizio elettrico, seguita in questi anni con oculatezza e competenza dal mio assessore Armando Belfiore, nel mese di giugno dello scorso anno, dopo una trattativa lunga e difficile, l’ente nazionale ha formulato un’offerta di 561mila euro da corrispondere in contanti, garantendo altresì investimenti sulla linea elettrica per circa 1.600.000mila euro nei prossimi tre-quattro anni. Naturalmente un buon amministratore, trattandosi di un bene pubblico, prima di procedere deve verificare la congruità dell’offerta, anche perché la vendita di un bene di proprietà comunale non rientra nelle regole della libera contrattazione privata e pertanto, prima di alienarlo, occorre conoscere il suo esatto valore per non incorrere nel reato di gestione abusiva, arbitraria e personalistica di un bene pubblico. Così nell’ottobre 2016, con la delibera di Giunta n.86 del 27/10/2016 è stata incaricata la ditta “Energy Advisors srl” di Roma (sarebbe il cosiddetto “perito di parte” cui ha accennato il sindaco Pulizzi nel suo recente excursus) per la quantificazione dell’esatto valore dell’azienda elettrica e l’assistenza tecnico-legale nelle procedure di cessione.

Un problema già affrontato e risolto: le royalties. Per quanto riguarda le royalties dell’impianto ad energia eolica e di “Enel Green Power”, gli attuali amministratori possono dormire sonni tranquilli in quanto non c’è più nulla da riconoscere. Tutto, infatti, è già stato determinato nel seguente modo: per le pale eoliche spettano al nostro Comune 480.000 euro per l’arretrato fino al dicembre 2015, e 70.000 mila euro annue dal 2016 in poi per quindici anni. Per farsi pagare si deve solo e semplicemente firmare.

Con Enel Green Power, invece, la situazione è un po’ più complessa considerato che l’offerta di 132.000 euro per gli ultimi cinque anni è insufficiente in quanto l’Enel non vuole riconoscere i cinque anni precedenti.  Per tale motivo io non ho accettato la proposta. Peraltro, secondo pareri legali (gratuiti), sussistono le condizioni per instaurare un contenzioso.

Che fine ha fatto il rifacimento della rete idrica di Via Roma? Tra i suoi progetti futuri il sindaco Pulizzi cita il rifacimento della rete idrica, pur sapendo che c’è già un finanziamento di trentamila euro della Protezione Civile Regionale, ottenuto dalla precedente Amministrazione per il rifacimento della rete idrica di Via Roma, di cui ad oggi non abbiamo contezza. Il nuovo sindaco cominci almeno da quella, anziché sbandierare i soliti “megaprogetti”!

Che fine ha fatto il “riconquistato” Giudice di Pace? Ed a proposito di iniziative lasciate “in eredità” e trascurate, nelle ultime sedute di Consiglio Comunale ho avuto la netta sensazione che questa Amministrazione non consideri una priorità l’ufficio del Giudice di Pace, per il cui mantenimento a Francavilla la mia Amministrazione, con il prezioso aiuto dell’avvocato Alessandro Vaccaro, si è parecchio spesa. Questo miope disinteresse mi preoccupa perché l’ufficio del Giudice di Pace, oltre a costituire un servizio essenziale per tutto il comprensorio della Valle dell’Alcantara, rappresenta un volano per l’economia francavillese.

Cento giorni che sanno di “déjà vu”. Concludendo, dunque, se solo avesse un po’ di onestà politica il sindaco Pulizzi dovrebbe dire che ha trovato un Comune finanziariamente in ordine, come tutti hanno convintamente ammesso, dal revisore dei conti alla ragioniera Rosalba Pennino, dalla commissaria alla Corte dei Conti; e che ha trovato anche una serie di attività già avviate e portate avanti con competenza ed intelligenza, in silenzio e senza decantare “atti eroici”. Chi opera come dovrebbe per onorare il ruolo che ricopre, non fa proclami e non va in cerca di “like” e di aureole. Ma soprattutto non sente il bisogno di lodarsi e di gonfiarsi come la rana di Fedro, di cui tutti conosciamo la triste fine.

Il Pulizzi ci dica piuttosto quali sono i “suoi” progetti per il futuro del nostro paese. Per amministrare ci vogliono idee concrete, cultura, proposte, competenza, disponibilità e capacità di affrontare i problemi con una visione allargata e globale.

Pertanto, alla luce di quanto sin qui ho illustrato con dati alla mano, mi sembra che il recente resoconto del nuovo sindaco di Francavilla di Sicilia Vincenzo Pulizzi sui primi cento giorni della sua attività amministrativa, sia un “déjà vu” (o, come dicevano i latini, un “nihil novi sub soli”, ossia “niente di nuovo sotto il sole”) in quanto si è in presenza del normale prosieguo di iniziative avviate dalla mia gestione amministrativa, cui in ogni caso il mio successore avrebbe dovuto dare maggiore impulso.

Grazie per l’ospitalità,

LINO MONEA   

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