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Taormina torna a “sognare” con la riapertura della mitica Villa Guarnaschelli

Taormina torna a “sognare” con la riapertura della mitica Villa Guarnaschelli

L’antico ed elegante edificio è stato sapientemente restaurato dalla vedova e dai figli del compianto proprietario, che negli Anni Sessanta aprì nella Perla dello Jonio il leggendario Casinò. Qualche sera fa l’esclusivo party inaugurale tra raffinate degustazioni enogastronomiche, musiche d’antan, mostre d’arte e fashion

In Via Guardiola Vecchia torna agli antichi splendori l’elegante Villa Guarnaschelli. A volere la riapertura del pregevolissimo immobile, realizzato nei primi del Novecento, è stata Donna Mariella Internicola Guarnaschelli, vedova del compianto Don Mimì Guarnaschelli, fondatore del Casinò di Taormina che, nel suo pur breve periodo di attività, tanto lustro diede a quella che sarebbe assurta a capitale siciliana del turismo.

Dalla casa da gioco taorminese di Don Mimì e dai saloni di Villa Guarnaschelli, denominata anche “La Guardiola”, sono passati illustri scrittori, poeti, attori, nobili (tra cui Edoardo VII d’Inghilterra) ed alte personalità politiche, che con la loro fama hanno contribuito a veicolare nel mondo il nome di Taormina.

La “rinascita” di Villa Guarnaschelli è stata solennemente celebrata alcune sere addietro in concomitanza con l’equinozio d’autunno.

L’esclusivo evento mondano si è svolto all’insegna di raffinate degustazioni enogastronomiche, di canzoni francesi d’antan e della piacevole visione delle opere di artiste figurative prevalentemente etnee riunite per l’occasione dall’Accademia Euromediterranea delle Arti, diretta da Gennaro Galdi. Ad esporre sono state, in particolare, Tina Copani, Martina Di Dio, Fiorella Leani, Francesca Privitera, Antonella Tornello, Angela Vasta, Gavry ed, attraverso i suoi quadri alla memoria, la pittrice messinese scomparsa  Laya Lina Manazza. Ad accentuare la bellezza della serata anche la leggiadra presenza delle mannequines professioniste Marzia  Scilluffo, Carla Fresta, Petronilla Rapisarda e del modello  Luca La Rosa del team “Vanity” coordinato da Enza Mignacca.

L’elegante luxury party inaugurale è stato ideato ed organizzato nei dettagli da Donna Mariella Guarnaschelli insieme ai figli Genziana e Fabio. I tre hanno anche curato con grande competenza il restyling conservativo dell’edificio, dotando la villa di tutti i comfort, ma senza privarla del suo fascino antico.

La Storia, dunque, può continuare: Villa Guarnaschelli è nuovamente nelle condizioni di poter ospitare il jet-set internazionale ed eventi esclusivi, così come ai tempi d’oro del suo eroico padrone di casa Don Mimì, che non ebbe certo dalla sua parte le pubbliche istituzioni.

Quella del suo Casinò, in effetti, è una “strana” storia. La casa da gioco taorminese di Mimì Guarnaschelli è infatti rimasta aperta solo una notte del 1962 e, successivamente, dal febbraio ’63 al gennaio ’65 (in pratica, meno di due anni). Le due chiusure vennero determinate da altrettanti “blitz” della Polizia in applicazione di una legge del periodo fascista che vieta il gioco d’azzardo, non tanto per questioni di moralità, quanto per il rischio di possibili turbamenti all’ordine pubblico. Ma allora – si chiedono giustamente in molti – perché in Italia i casinò continuano ad esistere in località come Sanremo e Venezia?!

Rodolfo Amodeo           

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