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Giardini Naxos: ma è stato veramente un mezzogiorno “in famiglia”?

Giardini Naxos: ma è stato veramente un mezzogiorno “in famiglia”?

Nella popolare trasmissione televisiva di Raidue, andata in onda nello scorso fine settimana, la vittoria della squadra della prima colonia greca di Sicilia è stata principalmente determinata da giocatori provenienti da altri Comuni che adesso, però, li si vorrebbe “liquidare” per sostituirli con elementi locali. Ne è scaturita una garbata protesta

A Giardini Naxos la prima vittoria, conseguita nello scorso fine settimana, alla nuova edizione della popolare trasmissione di Raidue “Mezzogiorno in famiglia” si lascia dietro legittime soddisfazioni, ma anche qualche strascico polemico.

La prima colonia greca di Sicilia, infatti, ha avuto la meglio sulla cittadina ligure di Albenga, meritandosi l’accesso alla gara della prossima puntata, in cui la squadra naxiota dovrà misurarsi contro quella della cittadina toscana di Pietrasanta. Com’è risaputo, al Comune vincitore del torneo televisivo toccherà in premio un pulmino “scuolabus”.

Sta di fatto che parecchi validissimi “giocatori” della squadra di Giardini Naxos sono stati reclutati in diversi paesi e città viciniori (Fiumefreddo di Sicilia, Francavilla, Catania, ecc.), ma dopo le loro riuscitissime prove in questa prima puntata di “Mezzogiorno in famiglia” il sindaco della cittadina turistica, Nello Lo Turco, avrebbe dato loro il “benservito” in quanto “giocatori stranieri”, inibendogli la partecipazione al prosieguo del programma televisivo nazionale.

«Metà della squadra – si legge in una nota di protesta diramata da alcuni concorrenti di “Mezzogiorno in famiglia” provenienti da altri Comuni per difendere i colori di Giardini Naxos – era composta da non giardinesi, probabilmente perché, per la prima puntata, in loco non si è riusciti a reclutare partecipanti e, quindi, necessitava l’apporto di soggetti esterni.

«Adesso però la vittoria iniziale ha fatto evidentemente gola a molti giovani giardinesi, che vorrebbero sostituirsi a noi.

«Premettiamo che partecipare a “Mezzogiorno in famiglia” non costituisce affatto un posto di lavoro e che per ogni puntata dobbiamo affrontare ben quindici stressanti ore di viaggio, a bordo del pulmino messo a disposizione dal Comune di Giardini Naxos, per raggiungere gli studi televisivi romani della Rai in Via Teulada. Ma ci sembra comunque ingiusto essere ingenerosamente “scaricati” per dare spazio a persone che vogliono salire sul cosiddetto “carro del vincitore” senza che inizialmente abbiano creduto che la loro comunità potesse vincere.

«Al sindaco di Giardini Naxos consigliamo dunque di rivedere le sue decisioni perché, come suol dirsi, “squadra che vince non si cambia”…».

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: la squadra di Giardini Naxos negli studi della Rai di “Mezzogiorno in famiglia”          

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