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Giarre 2-0 Paternò. I gialloblù rimangono saldamente in vetta alla classifica

Giarre 2-0 Paternò. I gialloblù rimangono saldamente in vetta alla classifica

Aggressività in mezzo al campo e partita di sacrificio della coppia Leotta-Caputa. Risultato? 9 punti su tre partite, esame di maturità superato e primato ancora saldamente nelle mani della compagine di Mirto, vittoriosa per 2-0.

La forza di spirito che il Giarre ha manifestato nelle prime due vittorie contro Atletico Catania e Sporting Adrano, necessitava ancora di un nuovo banco di prova che gettasse luce sulla tempra del collettivo del mister Gaetano Mirto. La tempra, almeno per ora, risulta essere d’acciaio.

Pur non essendo ancora al top, il Giarre si è imposto sul Paternò per 2-0, mandandolo al tappeto con una rete per tempo. E’ stato il successo di un gruppo che non si è sfarinato di fronte alla coralità di manovra degli ospiti, e di un collettivo che ha atteso il momento giusto per colpire l’avversario quando esso ha mostrato il fianco scoperto.

I padroni di casa hanno dunque saputo lavorare i propri avversari per poi freddarli. Chi si attendeva una reazione veemmente dei rossazzurri nella ripresa, ha finito per ricredersi. I gialloblù infatti hanno amministrato con sagacia e senza particolari affanni il vantaggio ottenuto, per poi beneficiare del goal del definitivo 2-0.

A sbloccare il derby ci ha pensato al 39′ del primo tempo Caputa al termine di una brillante combinazione con Lamia.La fulminea triangolazione da lui costruita con la mezzala Lamia si è tradotta in una palla in profondità che l’attaccante di Catenanuova ha sfruttato a dovere mandando a vuoto l’uscita del difensore ospite, entrando in area e spedendo la sfera sul primo palo.

Poi i rossazzurri, quando ormai la sfida era praticamente decisa, hanno fatto “harakiri”, infliggendosi da soli la rete del definitivo 2-0 per i gialloblù. Tuttavia, l’autogoal ravvisato dal guardalinee, in realtà non si era consumato. Vibranti infatti sono state le proteste dei paternesi poichè la sfera, a differenza di quanto sostenuto dall’assistente del direttore di gara, non aveva superato la linea di porta. Ciononostante, una decisione arbitrale distante dall’assegnazione del goal non avrebbe risparmiato agli ospiti allenati da Coppa, l’amaro sapore della sconfitta. Quando l’episodio è avvenuto infatti, mancava solo un minuto alla conclusione delle ostilità.

Missione commpiuta dunque per un Giarre che, seppur annoverato tra le favorite del campionato, era ancora atteso da una prova di forza contro un avversario di prima fascia. Il test con il Paternò, affidatosi ad un Randis che ha giocato troppo spalle alla porta, non poteva non diventare una tappa cruciale per soppesare la reale consistenza della squadra di Mirto.

Gli ospiti infatti, pur essendosi presentati al “Regionale” di Giarre con soli due punti, vantavano nel loro identikit lo status di squadra con il maggior numero di risorse necessarie ad aspirare al traguardo della serie D. Beninteso che la stagione è ancora lunga e che tre partite non possono essere chiarificatorie in materia di definizione delle gerarchie del campionato, di sicuro quest’affermazione del club di Nirelli su una delle squadre favorite per la vittoria finale del girone B d’Eccellenza, può rappresentare un punto di svolta per una squadra gialloblù che quest’anno non ha nascosto le sue ambizioni.

Per la sfida contro la compagine di Coppa, Mirto è tornato a riproporre il suo 3-5-2 ma rinunciando ad una pedina come Simone D’Arrigo. Il regista gialloblù, a causa di una contrattura al polpaccio, è stato costretto a fermarsi lasciando il posto a Patanè, impiegato nel ruolo di frangiflutti davanti la difesa. Pertanto a costituire la difesa è stato il terzetto composto da Spampinato. Francesco D’Arrigo e Miano, mentre a centrocampo Patanè, collocato davanti la difesa, è stato supportato dalla mezzala sinistra Compagno e dalla mezzala destra Lamia, mentre Curcuruto e Sanfilippo si sono piazzati rispettivamente lungo l’out di destra e di sinistra. In avanti, spazio alla coppia composta da Leotta e Caputa.

Il mister Coppa, animato dal desiderio di disinnescare i padroni di casa ha invece accantonato il suo 4-3-3 disegnando un assetto tattico speculare a quello dei gialloblù. Il Paternò si è infatti disposto in campo con un 3-5-2: Gulisano tra i pali, Laudani, Trovato e Chiavaro in difesa, Gallo esterno destro, Balsamo esterno sinistro, Viglianisi davanti la difesa, Emanuele mezzala destra, Guarnera mezzala sinistra e attacco composta da Randis e Frittitta.

Al primo minuto, sulla punizione dalla sinistra di Compagno, Lamia non riesce a colpire la sfera di testa. Al 6′, il Paternò si affaccia dalle parti di Colonna. La sponda di Emanuele propizia la conclusione di Randis ma il suo tiro viene intercettato dalla retroguardia gialloblù, favorendo l’intervento del portiere di casa. In seguito, sulla punizione di Chiavaro, Randis prova a deviare la sfera in rete di testa ma Colonna è vigile e non si fa sorprendere da un’incornata comunque debole.

Al 13′ del primo tempo, nel corso di una folata offensiva sulla corsia di destra gialloblù, messa in atto da Balsamo, Francesco D’Arrigo chiude efficamente sul tiro di Emanuele. Poi il regista rossazzurro Viglianisi prova a gonfiare la rete da fuori area ma la sua conclusione è fuori misura. Al 23′ del primo tempo, Compagno calibra bene un lancio per Leotta che prova a superare il portiere ospite con un pallonetto. Il suo colpo d’unicino però manda la sfera fuori. Al 25′ del primo tempo, Curcuruto sforna dalla destra un cross che il portere Gulisano fa suo.

Il Paternò allora prova nuovamente ad impensierire il Giarre su palla inattiva ma il colpo di testa di Randis sulla punizione di Chiavaro, è alto. Alla lunga il Giarre, costruendo una manovra che mira ad allargare il gioco sulle fasce ed in particolare dalle parti di Curcuruto, intravede la possibilità di colpire gli ospiti. Ed è così che arriva il goal che manda in delirio la tifoseria gialloblù e il pubblico di casa.

Lamia e Caputa combinano efficacemente. Quest’ultimo irrompe in area, mette in luce la sua eccellente proprietà di palleggio e dunque di addomesticare la sfera e lascia partire una sventola che si insacca sul primo palo, fulminando Gulisano.

Nella ripresa, il tecnico Coppa getta nella mischia Barberi al posto di Balsamo. Il Paternò propone dunque un 3-4-1-2. Ma la sua sterilità rimane tale. Anzi. Mentre nel primo tempo i rossazzurri su palla inattiva hanno messo un pò di apprensione ai padroni di casa, nel secondo tempo, il Giarre è stato in controllo della gara.

Al 9′ del secondo tempo, sugli sviluppi di un corner spizzato di testa, il tiro di Frittitta, lasciato da solo, termina fuori. Al 19′ del secondo tempo, l’inzuccata dello stesso Frittitta, su cross dalla destra, termina fuori. I rossazzurri, dispostisi con Barberi a sinistra e con il trio d’attacco composto da Castelli, Randis e Frittitta, non riescono a pungere. Poi è la volta di Compagno che serve in profondità Caputa. Quest’ultimo sfida Viglianisi riservandogli un doppio passo per poi sparare addosso a lui. In seguito la palla perviene a Curcuruto che però non inquadra la porta.

Arriva poi il momento di Patti che si piazza davanti alla difesa, così da consentire a Patanè di spostarsi dietro. Al 27′ della ripresa, una pericolosa conclusione dei rossazzurri, sorvola la traversa. Al 30′ della ripresa, gli ospiti rimettono in gioco male la sfera e i gialloblù provano ad approfittarne. Carbonaro di testa serve il neo-enetrato Messina ma la sua conclusione da fuori area è alta. E’ poi il turno di Carbonaro che si avventura in un assolo culimato in un tiro fuori misura.

Successivamente, al 95′, arriva la topica che chiude il match e gela i tifosi del Paternò, presenti in curva Nord. Emanuele, pressato, effettua un retropassaggio. Il portiere Gulisano, forse tradito da un rimbalzo maligno, si ritrova costretto a rincorrere la sfera per poi spazzarla con i piedi. Il guardalinee però ritiene che il pallone abbia varcato la linea sebbene ciò non sia accaduto.

E’ il 2-0 che manda in estasi i gialloblù, i quali festeggiano impetuosamente il raddoppio sotto la curva dei propri sostenitori, distintisi per un tifo incessante.

Poi l’attaccante gialloblù Carbonaro si fa espellere ma ciò non basta per guastare la festa ai padroni di casa.

Il triplice fischio manda in Paradiso un Giarre coriaceo, seppur troppo frenetico in qualche circostanza, e all’inferno un Paternò che ancora stenta a comportarsi da grande.

U.T.

 

 

 

 

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