Catania

Itinerari Bizantini dell’Alcantara: un virtuoso modello di promozione turistica, divulgazione culturale e valorizzazione del territorio

Itinerari Bizantini dell’Alcantara: un virtuoso modello di promozione turistica, divulgazione culturale e valorizzazione del territorio

E’ giunta felicemente a conclusione l’iniziativa ideata ed organizzata dalla Pro Loco di Giardini Naxos, guidata dal presidente Giuseppe Carmeni. Cinque escursioni che hanno registrato la partecipazione di tantissimi visitatori interessati alle sopravvissute tracce di un periodo storico sino ad oggi poco attenzionato

Esattamente una settimana fa, con la tappa a Roccella Valdemone, giungeva a conclusione la riuscitissima ed interessante esperienza degli “Itinerari Bizantini della Valle dell’Alcantara”, iniziativa ideata ed organizzata dalla Pro Loco di Giardini Naxos, guidata dal colto presidente Giuseppe Carmeni, nell’ambito del più generale progetto “Welcome to Alcantara Valley”.

Roccella Valdemone

«Questo successo – si legge in una nota a consuntivo diramata dal presidente Carmeni (nel riquadro sulla foto principale)non si sarebbe ottenuto senza un grande lavoro di squadra. Desidero pertanto ringraziare i giovani soci della nostra Pro Loco (ossia Giovanni, Luana, Loredana, Chiara, Marco, Lorrie e Cettina), il nostro ufficio stampa e comunicazione (retto da Sergio Denaro, Giampiero Caminiti e Francesco Lamberto), gli eccellenti studiosi e professionisti che abbiamo coinvolto nelle varie escursioni (Lucia Arcifa, Angelo Manitta, Daniele Raneri, Francesca Migneco, Nino e Michele Luca, Andrea Orlando, Antonino Portaro, Salvatore Puglisi, Daniela Vanella, Violetta Francese ed il musicista Giuseppe Severini), i sette Comuni e le rispettive Pro Loco che hanno aderito all’iniziativa (ovvero Motta Camastra, Castiglione di Sicilia, Giardini Naxos, Malvagna, Bronte, Maletto e Roccella Valdemone) e gli enti partner pubblici e privati (U.N.P.L.I. Sicilia, Istituto Siciliano Studi Bizantini “Bruno Lavagnini”, A.I.G.A.E. Sicilia, Parco Fluviale dell’Alcantara, Parco dell’Etna, Parco Archeologico di Naxos, Istituto di Archeoastronomia Siciliana, Parco Botanico e Geologico delle Gole dell’Alcantara, Lido di Naxos, Cantiere di Restauro del Castello di Schisò, Diocesi di Acireale, “Sicilia Antica” di Bronte e Maletto, Tenuta Rustìca, associazione “Gusto di Campagna” e gli “angeli custodi” del C.A.I. di Bronte). Credo che questo progetto pilota degli Itinerari Bizantini nell’Alcantara costituisca un virtuoso modello per la valorizzazione di un territorio».

Maletto

Per quanto concerne, in particolare, l’itinerario conclusivo di Roccella Valdemone, i numerosi intervenuti hanno avuto modo di ammirare il complesso rupestre di Rocca Pizzicata, descritto in epoca tardo-latina da Claudiano come un “gigante che fa paura appeso alle montagne in mezzo ai boschi”. Nel sottolineare il grande fascino esercitato dall’evento conclusivo di Roccella Valdemone, il presidente della Pro Loco di Giardini Naxos, Giuseppe Carmeni, ha ringraziato la famiglia Fisauli per la calorosa ospitalità, il primo cittadino roccellese Giuseppe Spartà, i presidenti delle Pro Loco di Roccella e Bronte, Tindaro Puglisi e Dario Longhitano, il presidente del Club Alpino Italiano di Bronte Angelo Spitaleri, il presidente regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico Franco Del Campo e le associazioni che spontaneamente hanno aderito all’iniziativa, come la “Mediterraneo” di Giardini Naxos e la roccellese “Auricella”.

Con l’itinerario di Roccella Valdemone si è quindi concluso lo stimolante viaggio in cinque tappe, effettuate nel corso di altrettanti fine settimana estivi, nel quasi misconosciuto passato bizantino della Valle dell’Alcantara e del contiguo territorio etneo.

Maletto

Il periodo storico (tra il VI ed il VII sec. d.C.) preso in considerazione ha segnato per la Sicilia la ripresa dell’attività ecclesiastica da parte dei monaci di rito greco-ortodosso, presenti nella Valle dell’Alcantara con le loro chiese ed i loro piccoli monasteri, assurti a centri di cultura e di diffusione del sapere antico, con particolare riferimento ai testi greci dell’età classica riguardanti la filosofia e la medicina.

Le costruzioni religiose oggetto dei percorsi si distinguono per la loro forma a cubo (le Cube bizantine, per l’appunto) sormontata da una piccola cupola e per le anguste aperture di accesso.

Ogni monumento è stato esaminato sia all’interno, con riferimento alle modalità costruttive, e sia all’esterno, con riferimento all’ambientazione paesaggistica ed alle caratteristiche geologiche dei monti circostanti.

In ogni tappa si sono dunque svolte piacevoli lezioni di storia e di altre discipline ancora, richiamate dai luoghi visitati.

Maletto

Dalle costruzioni medievali di Castiglione di Sicilia (la chiesa di San Nicola con i suoi pregevoli affreschi e la Cuba di contrada Santa Domenica) si è passati alla penisola di Schisò (Giardini Naxos), fronte lavico di un’eruzione risalente a parecchie migliaia di anni fa ed un tempo quartier generale di un sistema difensivo, evidenziato dalla presenza del Castello di Schisò, nonché sede di un attrezzato porto, la cui area ricade oggi all’interno del Parco Archeologico di Giardini Naxos. Con la terza tappa si è ritornati nell’entroterra valligiano per visitare la Cuba di Malvagna. Quindi ci si è accostati ai territori etnei per recarsi nel “riapparso” villaggio bizantino di contrada Edera (Maletto). Suggestiva conclusione, infine, a Roccella Valdemone nel complesso rupestre di Rocca Pizzicata, all’insegna di abitazioni e palmenti di età preistorica scavati nella roccia della montagna.

Ogni tappa culminava in una degustazione gratuita, offerta dai Comuni coinvolti, dei prodotti enogastronomici tipici delle località visitate.

Tonio Troina

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