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Giardini Naxos: antica ancora navale rinvenuta ieri nei fondali di Mazzarò

Giardini Naxos: antica ancora navale rinvenuta ieri nei fondali di Mazzarò

Ad imbattersi in essa è stato l’archeologo subacqueo Alessandro Lentini, il quale ha donato il reperto al Museo del Parco Archeologico della prima colonia greca di Sicilia

Gradita sorpresa, ieri pomeriggio, per i partecipanti alla seconda tappa del tour culturale “Itinerari Bizantini della Valle dell’Alcantara”, ideato ed organizzato dalla Pro Loco di Giardini Naxos.

In assoluta anteprima hanno infatti potuto prendere visione di un interessante reperto archeologico appena rinvenuto nei fondali della vicina baia taorminese di Mazzarò.

La scoperta si deve al docente di Archeologia Subacquea Alessandro Lentini, che ieri stava tenendo un’esercitazione pratica sull’uso delle attrezzature nautiche per conto della scuola “Dive Sicily” di Taormina.

Nel corso di un’immersione, ad una profondità di oltre quindici metri, Lentini si è trovato di fronte un’ancora navale presumibilmente molto antica, che ha recuperato e portato a galla con l’aiuto dei colleghi.

L’archeologo si è quindi immediatamente recato al Museo del Parco Acheologico naxiota per consegnare il reperto alla direttrice Vera Greco affinché venga esposto insieme agli altri affiorati in questi anni dai fondali marini della zona.

La dottoressa Greco ha così avviato l’iter burocratico per l’acquisizione giuridica dell’ancora donata da Alessandro Lentini ed ha sentitamente ringraziato quest’ultimo, il quale ha dichiarato di aver trascorso un pomeriggio per lui particolarmente emozionante e che rimarrà scolpito nella sua memoria.

L’antica ancora dovrà adesso essere ripulita dalle incrostazioni degli animali marini e desalinizzata; dopodiché potrà essere esposta al pubblico.

Ma, come prima accennavamo, i numerosi partecipanti all’Itinerario Bizantino di ieri a Giardini Naxos hanno già avuto il privilegio di poterla ammirare ancora bagnata di acqua di mare.

Tonio Troina

 

FOTO: l’archeologo subacqueo Alessandro Lentini e l’antica ancora da lui recuperata

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