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Giarre, incompiuti e in mano alla criminalità

Giarre, incompiuti e in mano alla criminalità

Da lunghi anni anche i 60 alloggi popolari di via Trieste, nel popolare quartiere Jungo, fanno parte della poco edificante lista delle opere incompiute, regalando alla città un primato nazionale. Quasi 30 anni sono trascorsi dalla loro edificazione nello sterminato agglomerato urbano, all’interno del quale svettano decine di complessi di edilizia popolare.

Oltre 4 mila residenti in quella piccola città nella città, dove però mancano i servizi essenziali. Due palazzoni circondati da una selva di rovi e sterpaglie, teatro di innumerevoli incendi per via dello stato di degrado e di abbandono in cui versano da lunghi anni.

Edifici con i prospetti esterni squarciati, volgarmente “feriti” dalle molteplici incursioni vandaliche che hanno lasciato segni indelebili. Nel 2014, durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Roberto Bonaccorsi, era stato l’ex assessore regionale alle Infrastrutture Nico Torrisi a sbloccare il lungo periodo di impasse, rimettendo in circolo un finanziamento di 6 milioni di euro.

Sembrava fatta, dopo lunghi decenni di attesa. Tanto che il Comune, dopo l’annuncio della Regione, aveva subito emanato un bando di concorso generale, per l’assegnazione in locazione semplice di alloggi di edilizia residenziale pubblica, siti nel territorio comunale, con l’obiettivo di aggiornare, nel contempo, le graduatorie, a fronte delle esigenze e dei bisogni reali di decine di nuclei familiari in difficoltà e senza un tetto sicuro. Ma la burocrazia ha nuovamente ripreso vigore spegnendo sul nascere le speranze.

Sono infatti trascorsi, nel frattempo, altri tre anni, ma i cantieri per la rifunzionalizzazione dei 60 alloggi popolari non son mai partiti. E con il trascorrere del tempo gli scheletri di quelle palazzine popolari incompiute di via Trieste, incombono ancora con il loro aspetto tetro, nel quartiere popolare Jungo, ospitando depositi illegali di auto rubate e nascondigli di sostanze stupefacenti.

Alloggi popolari cannibalizzati che potenzialmente rappresentano un pericolo per i tanti bambini che sovente girano indisturbati percorrendo le scale, senza corrimano, sfidando la sorte. Vani ascensori vuoti e privi di protezione che mettono a serio rischio l’incolumità dei residenti. Tutti intorno, cumuli di rifiuti ingombranti e sterpaglie che hanno raggiunto l’altezza di oltre un metro.

Nei mesi scorsi si sono verificati anche due importanti incendi. Le fiamme, alte, ancora una volta, hanno lambito quei palazzoni sventrati e abbandonati nel degrado assoluto. Numerose sono state nel recente passato le interlocuzioni tra il Comune, l’assessorato regionale alle Infrastrutture e l’Istituto Autonomo Case Popolari di Acireale. Lettere, solleciti anche dell’amministrazione in carica che, ad oggi,  hanno solo prodotto un silenzio assordante.

Mario Previtera

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