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Santa Venera: il giornalista Rai Nino Amante domani ne racconterà la storia

Santa Venera: il giornalista Rai Nino Amante domani ne racconterà la storia

Domani, alle 20, nella chiesa di Santa Venera alta, nell’omonima frazione montana mascalese il giornalista Rai Nino Amante illustrerà i risultati delle ricerche sul Priorato e Feudo di Santa Venera condotte presso l’archivio storico della Diocesi di Catania.

La storia del priorato di Santa Venera, nel territorio di Mascali, ha inizio con l’arrivo dei Normanni che lo affidarono insieme ad un feudo di circa trecento  salme ai monaci benedettini,  autonomo rispetto alla confinante Contea di Mascali.

L’attuale  chiesetta di Santa Venera superiore, venne ricostruita agli inizi del secolo scorso sulle rovine di una chiesa più piccola danneggiata dal terremoto del 1908 e molto probabilmente sul sito dell’antico priorato, che accurate indagini archeologiche potrebbero riportare alla luce.

Solo tre anni fa quando padre Daniele Raciti arrivò a Santa Venera la chiesa era a cielo aperto e con pericolo di crollo imminente, presentava una frattura ampia nell’ abside, colombi dentro e guano ovunque.

“Dal settembre 2013 – quando arrivai nella frazione – ho preso a cuore la chiesa e mi sono interessato personalmente per farla sistemare – ha detto padre Raciti – e così è stato ristrutturato e messo in sicurezza il tetto. La chiesetta è stata ripulita per intero, gli oggetti sacri posti al suo interno (quelli che non sono stati rubati negli anni) sono stati messi in sicurezza e ripuliti. Molto è andato perduto per mancanza di cura dei parroci precedenti, il non interesse della curia di Catania e l’impossibilità di intervenire da parte della curia di Acireale (dato che non è di sua proprietà).

Sto chiedendo (e stiamo procedendo) al passaggio di proprietà dalla Curia di Catania a quella di Acireale per accelerare i prossimi lavori: rifare l’impianto elettrico e la pitturazione e acquistare tutto l’occorrente per la liturgia. Il tutto, al solito, solo ed esclusivamente con le offerte mie e dei parrocchiani in termini monetari o di manodopera.
Io vado avanti nella mia missione, nella verità e trasparenza, perché amo e credo in quello che sto facendo nell’esclusivo interesse della comunità di S.Venera e della sua chiesa”.

Angela Di Francisca

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