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A Francavilla di Sicilia una Festa della Repubblica “pluralistica e democratica”

A Francavilla di Sicilia una Festa della Repubblica “pluralistica e democratica”

Il sindaco uscente Lino Monea ha celebrato l’importante ricorrenza accanto alle “icone” dei suoi avversari alle imminenti elezioni amministrative dell’11 giugno

Come ogni anno, l’Amministrazione Comunale di Francavilla di Sicilia ha solennemente celebrato ieri la Festa della Repubblica con una cerimonia ufficiale svoltasi presso il Monumento ai Caduti di Piazza Garibaldi, ideato e realizzato nei suoi anni giovanili dal grande scultore assurto a fama internazionale Giuseppe Mazzullo, nativo del vicino Comune di Graniti.

Ma nella cittadina dell’Alcantara è in corso la competizione elettorale amministrativa, di cui si conosceranno gli esiti tra poco più di una settimana. In occasione dell’appena trascorso 2 Giugno è apparso, quindi, curioso e piuttosto “kitsch” vedere il sindaco uscente Lino Monea declamare il discorso ufficiale per tale storica ricorrenza con accanto i “testoni” (ossia i manifesti giganti) dei suoi avversari (ed anche di qualche aspirante consigliere comunale), visto che proprio all’ingresso del Monumento ai Caduti di Piazza Garibaldi sono, ormai da anni, allocati gli spazi metallici su cui vengono affisse le pubblicità per le varie tornate elettorali.

C’è anche da dire che, sia pur in queste particolarmente accese e convulse giornate di campagna elettorale, ieri il sindaco Monea non ha mostrato alcuna difficoltà nell’accostare la propria immagine a quelle dei suoi “acerrimi” avversari…

In fin dei conti, trattasi forse di una… metaforica allegoria: il posizionamento dei rispettivi “poster”  all’ingresso del Monumento ai Caduti di Piazza Garibaldi potrebbe significare che i vari candidati a sindaco di Francavilla di Sicilia (ossia il primo cittadino uscente Lino Monea, il medico Rosa Giuffrida ed il sindacalista Vincenzo Pulizzi), in caso di successo elettorale dovranno affrontare ognuno notevoli sacrifici, parificabili alla partecipazione ad una… guerra.

Al di là delle riflessioni ironiche e goliardiche, ci sembra in ogni caso antiestetico ed inopportuno posizionare gli spazi espositivi politici nelle immediate adiacenze (nel caso di specie addirittura all’ingresso) di un luogo che dovrebbe rimanere perennemente destinato al ricordo di chi, anche provenendo da un piccolo Comune dell’entroterra siciliano, si è eroicamente immolato per la propria Patria.

Rodolfo Amodeo      

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