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Il caso di Margherita Vicari, presidio di protesta dell’USB

Il caso di Margherita Vicari, presidio di protesta dell’USB

Margherita, ha necessità di entrare in possesso di quanto legittimamente gli spetta per curare un figlio malato. La Regione, dopo la collaudata tattica di fare scorrere il tempo per avvilire chi fa le giuste rimostranze, ha fatto sapere, a mezzo stampa, che nelle casse regionali non ci sono i soldi da dare a Margherita e che, in alternativa, potrebbe intervenire il Comune di Catania con una miserabile “offerta”. Cosa chiede la signora?

Margherita Vicari, ex dipendente dell’ANFE di Catania, uno dei tanti enti-carrozzoni regionali della Formazione, reclama ben 22 stipendi mai pagati, e per questo ha già chiesto, attraverso un decreto ingiuntivo, un pignoramento nei confronti della Regione siciliana (clicca e leggi Catania, il dramma di Margherita, operatrice ANFE: “Abbandonata dalla Regione”).

In questo deprimente scenario politico-amministrativo l’USB, sindacato di classe in cui Margherita è iscritta, ha indetto, a Palermo, un presidio permanente davanti alla sede dell’Assessorato regionale all’Istruzione e Formazione, a partire dalle ore 9.30 di  mercoledì 19 aprile prossimo “per protestare con forza contro lo sterminio di posti di lavoro nel settore della formazione professionale che, ha lasciato più di 5000 famiglie, da un giorno all’altro, senza alcun reddito, senza presente e senza futuro”.

“È nello stile di questo governo capeggiato dal ” rivoluzionario” Crocetta – si legge in una nota di Costantino Gozzo, coordinatore regionale USB lavoratori della Formazione – la pratica della macelleria sociale come soluzione dei problemi che, lo stesso governo ha creato.

Uno dei casi più clamorosi, venuto alla ribalta della cronaca in questi giorni è quello della lavoratrice Margherita. Data l’inaudita gravità della situazione in cui versano comunque tutti i lavoratori del settore della formazione, l’USB chiede che la Regione Siciliana si faccia carico almeno dei crediti da lavoro vantati dai lavoratori illegittimamente licenziati mediante l’approvazione di un emendamento alla legge finanziaria attualmente in discussione in coerenza con il dettato della legge 24/76 (legge regionale che disciplina il settore) e norme ad integrazione”.

Orazio Vasta

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