Catania

Francavilla: alla ricerca della città perduta

Francavilla: alla ricerca della città perduta

Un’equipe di archeologi e ricercatori di autorevoli istituzioni accademiche scandinave ed inglesi sta effettuando in questi giorni dei particolari sondaggi sul terreno del giardino di Palazzo Cagnone, dal cui sottosuolo potrebbero affiorare reperti e testimonianze di epoca greca, che si aggiungerebbero ai ritrovamenti di quasi quarant’anni fa in aree adiacenti. Kristian Göransson, direttore dell’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma, non esclude che in questi luoghi potesse addirittura sorgere l’antica e leggendaria Kallipolis

La comunità francavillese potrebbe quanto prima tornare a provare le emozioni ed i “brividi” di trentasette anni fa (era il 1979), quando dal sottosuolo della cittadina dell’Alcantara, su felice intuizione di alcuni allora giovani intellettuali del luogo  (Virginia D’Arrò, Salvatore Di Marco ed i fratelli Filippo e Maria Immesi), cominciarono ad affiorare numerosi pregevoli reperti di epoca greca (IV-VI secolo a. C.), chiaro indizio della penetrazione dei coloni di Naxos nella Valle dell’Alcantara nonché dell’esistenza in zona di un santuario, in quanto il materiale rinvenuto consisteva essenzialmente in oggetti votivi (soprattutto protomi femminili, statuette di dee in trono e pinakes).

A quella esaltante e sensazionale scoperta, che “spostò” indietro nel tempo le presunte origini medievali di Francavilla, si spera possano adesso seguirne delle altre grazie all’interessamento che per quest’angolo di territorio siciliano sta mostrando l’autorevolissimo Istituto Svedese di Studi Classici di Roma, il cui direttore e docente Kristian Göransson, in collaborazione con la collega Maud Webster dell’Università di Uppsala e col ricercatore Henrik Boman, sta effettuando dei sondaggi nel giardino-cortile di Palazzo Cagnone avvalendosi delle sofisticatissime apparecchiature con cui i tecnici inglesi Stephen Kay ed Eleanor Maw (della “British School at Rome”) hanno, nel corso di questa settimana, “radiografato” palmo a palmo il sottosuolo dell’area in questione che, essendo ubicata nelle immediate adiacenze dell’originaria zona archeologica francavillese, potrebbe riservare delle gradite “sorprese”.

Gli esiti di questi sondaggi preliminari si conosceranno, comunque, tra non meno di un mese, dopo, cioè, che i dati raccolti sul campo in questa settimana dagli “Indiana Jones” svedesi e britannici verranno attentamente analizzati e “sviscerati” con l’ausilio di ulteriori avanzatissime tecnologie. Qualora dovessero emergere particolari interessanti, ossia la presenza effettiva di reperti o di tracce di abitazioni, si darà inizio ad una vera e propria campagna di scavo, finanziata, così come il sondaggio di questi giorni, dall’Accademia Reale di Svezia.

Ieri mattina il sindaco di Francavilla, Lino Monea, e l’assessore comunale alla Cultura ed al Turismo, Claudia Russotti, hanno presentato l’iniziativa alla stampa insieme al professor Kristian Göransson.

«Siamo felici di lavorare a Francavilla di Sicilia – ha dichiarato quest’ultimo –, dove il sindaco Monea ed i suoi assessori ci hanno accolto molto calorosamente, facendoci anche degustare la rinomata e prelibatissima cucina tipica locale.

«Per quanto riguarda questo nostro studio, esso è stato regolarmente autorizzato dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e dalla Soprintendenza e, sulla base della convenzione stipulata, avrà una durata di quattro anni, nel corso dei quali indagheremo sul rapporto molto stretto e forte che riteniamo ci sia stato tra la vicina comunità di Naxos e l’insediamento francavillese, che non è escluso possa identificarsi con l’antica Kallipolis, presumibilmente distrutta nel 403 a.C., assieme alla stessa Naxos, dal tiranno siracusano Dionisio I.

«Non a caso, dopo quanto rinvenuto a Francavilla tra la fine degli Anni Settanta ed i primi Anni Ottanta, in parecchi studiosi è venuta meno la “quasi certezza” che la grande città di Kallipolis fosse localizzata dove oggi si sviluppa la cittadina etnea di Giarre: vero è che lì (in tempi in cui si fissava la propria dimora esclusivamente in zone attraversate da corsi d’acqua) gli insediamenti umani potevano essere attirati dalla presenza del torrente Macchia, ma è anche vero che qui ottime condizioni di vita le poteva garantire l’ancor più possente fiume Alcantara.

«Abbiamo scelto di effettuare le nostre ricerche nel giardino di Palazzo Cagnone in quanto trattasi di un terreno “vergine”, sul quale, cioè, non si è mai edificato e, come tale, le probabili tracce di “passato” dovrebbero mostrarsi ancora pressoché integre. In ogni caso, si tratterà di tracce interessanti anche qualora dovessero risalire all’età medievale anziché all’antica Grecia. In questi quattro anni contiamo pure di portare qui i nostri studenti svedesi per effettuare degli appositi stage».

Dal canto suo, il sindaco Lino Monea (cui non dispiacerebbe certo la prospettiva di dover indossare la fascia di quella che potrebbe essere l’“erede” della leggendaria metropoli del passato chiamata Kallipolis…) ha inquadrato la lodevole, interessantissima ed avvincente “missione-scommessa” degli archeologi svedesi nel contesto della particolare attenzione che la sua gestione amministrativa sta riservando al turismo culturale «attraverso – ha sottolineato il primo cittadino francavillese – la convenzione recentemente stipulata col museo “Paolo Orsi” di Siracusa (che ci consentirà di ospitare a Palazzo Cagnone altri reperti di epoca greca rinvenuti a suo tempo a Francavilla), l’adesione al Parco Archeologico di Naxos e la candidatura della nostra cittadina a “Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco.

«Per quanto concerne questo preziosissimo contatto con l’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma, desidero sentitamente ringraziare, per avercelo procurato, la dottoressa Maria Costanza Lentini, direttrice del Parco Archeologico di Naxos e Taormina e, da qualche giorno, anche commissario straordinario della Città Metropolitana di Catania, oneroso impegno, quest’ultimo, che le ha impedito di essere oggi qui con noi.

«E saremo ben lieti se, in questi quattro anni di loro graditissima presenza nel nostro territorio, il prof. Göransson e la sua qualificata equipe ci dessero il piacere di incontrare gli studenti degli istituti scolastici francavillesi nonché la cittadinanza nell’ambito di conferenze e convegni per i quali mettiamo a loro completa disposizione le tante strutture (Cineteatro “Arturo Ferrara”, Palazzo Cagnone, aula consiliare, ecc.) presenti nel nostro Comune».

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: i docenti universitari e gli esperti svedesi ed inglesi nel giardino di Palazzo Cagnone e, nel riquadro, il sindaco Lino Monea e l’assessore Claudia Russotti con il prof. Kristian Göransson

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